Roma incorona Simon Yates, mentre Kooij vince la volata finale
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Redazione Sport
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La città eterna ha regalato al Giro d’Italia un finale degno della sua storia, tra sacralità e spettacolo. Prima dell’arrivo a Roma, la carovana è stata accolta in Vaticano da Papa Leone XIV, che ha ricevuto i corridori e i dirigenti RCS in un incontro carico di emozione. Ai vertici dell’organizzazione è stata donata una maglia rosa, simbolo della corsa, mentre i quattro leader delle classifiche – Simon Yates, Michael Pedersen, Fortunato e Del Toro – hanno avuto l’onore di un saluto personale con il pontefice, che li ha benedetti incoraggiandoli nell’ultimo sforzo.
Quella che ne è seguita è stata una tappa dall’andamento controllato, fino allo scatto finale in cui Olav Kooij, lanciato da un impeccabile Van Aert, ha staccato tutti nella volata conclusiva. L’olandese della Visma | Lease a Bike ha chiuso un’edizione in cui il suo team ha dominato, grazie soprattutto all’intelligenza di Simon Yates, nuovo vincitore della classifica generale.
Il britannico, già in rosa nel 2018 prima di crollare nell’ultima tappa di montagna, ha gestito questa edizione con freddezza, evitando di sprecare energie nei giorni meno decisivi. Dopo qualche difficoltà nella seconda settimana, ha saputo riemergere quando serviva, regalando una delle imprese più memorabili sul Colle delle Finestre, dove ha ribaltato le previsioni surclassando gli avversari.
Tra i protagonisti, spiccano anche Pedersen, devastante nelle volate, e Del Toro, capace di lampi da campione, mentre Carapaz ha pagato forse un eccesso di orgoglio. Meno brillanti, invece, Pidcock e Bennett, che non hanno mantenuto le attese.




