Bonus Giorgetti per chi rimanda la pensione: come funziona e a chi spetta
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Redazione Economia
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Chi maturerà entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per accedere alla pensione anticipata, nota come Quota 103, ma deciderà di rinviare l’uscita dal lavoro, potrà beneficiare di un aumento in busta paga pari al 9,19% della retribuzione. Lo ha stabilito l’Inps con una circolare che chiarisce le modalità di accesso al cosiddetto bonus Giorgetti, introdotto per incentivare il prolungamento dell’attività lavorativa.
Il meccanismo, che riguarda sia i dipendenti pubblici sia quelli privati, prevede che il beneficio — corrispondente alla quota di contributi previdenziali non più versati — venga erogato fino al raggiungimento dell’età pensionabile, attualmente fissata a 67 anni. Le tempistiche, tuttavia, differiscono a seconda del settore: per i lavoratori privati la prima decorrenza scatterà a settembre, mentre per i dipendenti pubblici si dovrà attendere novembre.
La scelta di posticipare il pensionamento, sebbene rappresenti un vantaggio economico immediato, non comporta automaticamente un aumento dell’assegno futuro, poiché il bonus agisce esclusivamente sulla retribuzione corrente. L’Inps, nel precisare le istruzioni per presentare domanda, ha sottolineato che l’opzione è rivolta esclusivamente a chi avrebbe diritto a Quota 103 entro la fine del prossimo anno, escludendo quindi coloro che matureranno i requisiti successivamente.
L’iniziativa, che rientra tra le misure per favorire la permanenza nel mercato del lavoro, solleva interrogativi sulle effettive adesioni, considerando che l’incentivo non modifica l’importo della pensione ma si limita a compensare, temporaneamente, la rinuncia al ritiro anticipato. Resta da vedere, inoltre, come verrà applicato il meccanismo nei contratti atipici o in quelli con contribuzioni discontinue, casi per i quali l’istituto potrebbe dover intervenire con ulteriori precisazioni.




