Kyrgios, il polso lo tradisce ancora: ritiro e lacrime a Indian Wells
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Redazione Sport
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Nick Kyrgios, il tennista australiano noto per il suo carattere esplosivo e il talento indiscusso, ha vissuto un momento di profonda frustrazione durante il Masters 1000 di Indian Wells 2025. Costretto a ritirarsi nel suo match di esordio contro l’olandese Botic van de Zandschulp, Kyrgios ha abbandonato il campo in lacrime, incapace di continuare a lottare contro un infortunio al polso che ormai da tempo ne mina la carriera.
Il match, iniziato con un primo set combattuto e perso al tie-break per 9-7, ha visto l’australiano cedere progressivamente sotto il peso del dolore. Già sotto 3-0 nel secondo set, Kyrgios si è fermato, tenendosi la testa tra le mani in un gesto di rassegnazione che ha preceduto il pianto. Un’immagine che ha colpito i presenti, abituati a vederlo spesso protagonista di gesti plateali, ma mai così vulnerabile.
L’infortunio al polso, che lo aveva già costretto a un intervento chirurgico nel settembre 2023, si è riaffacciato con prepotenza, mettendo in dubbio non solo la sua partecipazione al torneo californiano, ma anche il futuro della sua carriera. Kyrgios, che nel 2022 aveva raggiunto la finale di Wimbledon e si era imposto come uno dei giocatori più spettacolari del circuito, sembra ora intrappolato in un ciclo di stop e rientri, con il fisico che non regge più il ritmo del tennis d’élite.
La sfida contro Van de Zandschulp, che si è conclusa sul punteggio di 7-6 (9-7), 3-0 in favore dell’olandese, ha rappresentato l’ennesimo capitolo di una storia fatta di speranze e delusioni. Kyrgios, che aveva cercato di prepararsi al meglio per il torneo, non è riuscito a superare il dolore, cedendo alla realtà di un infortunio che non gli concede tregua.
Il ritiro, accompagnato dalle lacrime, ha riportato alla mente altri momenti bui della sua carriera, segnata non solo da successi ma anche da polemiche e problemi fisici ricorrenti. Quello che emerge è l’immagine di un atleta combattuto, consapevole del proprio valore ma costretto a fare i conti con un corpo che non risponde più come un tempo.




