Tumore all’ovaio, 15 diagnosi al giorno in Italia: la sfida della sopravvivenza al 43% e la svolta della rete lombarda

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Non c’è un attimo di tregua, purtroppo, nell’incidenza di questo particolare carcinoma: in Italia, ogni giorno, sono quindici le donne che si sentono pronunciare una diagnosi di tumore dell’ovaio, una neoplasia che, nonostante i progressi della ricerca, conserva ancora oggi il triste primato di “big killer” in ambito ginecologico. La sopravvivenza a cinque anni, sebbene in leggero miglioramento rispetto al passato recente, si attesta al 43%, una cifra che racconta da sola l’aggressività della malattia ma che, allo stesso tempo, non deve oscurare l’altra faccia della medaglia: quella rappresentata dalla crescente disponibilità di trattamenti innovativi, capaci di allungare i tempi di vita e di migliorarne la qualità.

Rompere il silenzio con «Insieme di Insiemi», una campagna che unisce pazienti e ricercatori

Per portare questa patologia fuori dall’ombra – dove troppo spesso è rimasta confinata, complice la difficoltà di una diagnosi precoce e la frammentazione delle cure – è stata presentata «Insieme di Insiemi», una campagna di comunicazione che si propone un obiettivo ambizioso. Quello, cioè, di rompere il silenzio che avvolge la malattia, rafforzando la consapevolezza anche nell’opinione pubblica e, cosa forse ancor più rilevante, spingendo il tumore ovarico al centro del dibattito pubblico e istituzionale. A lanciarla, con una conferenza stampa online che ha segnato l’avvio ufficiale dell’iniziativa, sono le cinque principali associazioni di pazienti attive sul fronte di questo carcinoma, affiancate dai gruppi scientifici MITO (Multicenter Italian Trials in Ovarian cancer and gynecologic malignancies) e MANGO (Mario Negri Gynecologic Oncology). Un’alleanza, questa, che ha una valenza politica immediata: chiedere alle istituzioni di dichiarare la cura di questa neoplasia una priorità delle agende sanitarie, superando la frammentarietà che ancora oggi penalizza molte pazienti.

Addio alla frammentazione: la Lombardia punta su una rete di 9 centri ad alta specializzazione

Se a livello nazionale si chiedono maggiori tutele, sul territorio lombardo arriva intanto una risposta concreta al problema della dispersione delle competenze. La Regione ha infatti varato un nuovo modello organizzativo che centralizza la presa in carico e la chirurgia del tumore dell’ovaio, creando una rete dedicata composta da nove centri ad alta specializzazione. L’obiettivo, chiaro e direttamente operativo, è duplice: da un lato garantire la rapidità degli interventi, dall’altro assicurare che ogni paziente venga seguita da équipè dotate delle più alte competenze in materia di ginecologia oncologica. Un riconoscimento, questo, che premia in particolare l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il quale vede confermata la propria leadership in un settore dove la qualità della chirurgia iniziale fa la differenza sulla sopravvivenza.

Cure innovative e sopravvivenza, cosa cambia nella lotta al carcinoma ovarico

Nonostante il dato sulla sopravvivenza a cinque anni resti severo – parliamo di una percentuale che non raggiunge la metà delle pazienti – i margini di manovra terapeutica si sono ampliati in modo significativo negli ultimi anni. Non si tratta più, oggi, di affidarsi esclusivamente alla chemioterapia tradizionale, ma di integrare protocolli che includono farmaci a bersaglio molecolare e altre soluzioni avanzate, frutto di una ricerca che non si è mai fermata. Ed è proprio su questo punto che insistono i promotori di «Insieme di Insiemi»: se la diagnosi precoce resta il tallone d’Achille di questo tumore, l’accesso tempestivo alle terapie più evolute e a una rete di centri specializzati rappresenta, oggi come oggi, la leva più potente per provare a spostare in avanti quella soglia del 43%.

Meta description: Italia: 15 nuovi casi al giorno di tumore ovarico. Sopravvivenza al 43%, parte campagna «Insieme di Insiemi» e rete di 9 centri in Lombardia.

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