Chicco Cerea premiato da Meloni: «Ha convinto anche il primo ministro indiano a mettere il bavaglione»

Chicco Cerea premiato da Meloni: «Ha convinto anche il primo ministro indiano a mettere il bavaglione»
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cerimonia di conferimento del Premio Maestro dell'arte della cucina italiana, tenutasi nella Sala Verde di Palazzo Chigi, è stata l'occasione per una rivelazione a suo modo gustosa. A ricevere il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, è stato Enrico Cerea, executive chef del celebre ristorante Da Vittorio di Brusaporto; la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel consegnargli il premio insieme al ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, non ha potuto fare a meno di condividere un aneddoto che riguarda proprio lo chef.

«Quest'uomo è così visionario che sappiate che è riuscito a mettere un bavaglione per mangiare la pasta al sugo al primo ministro indiano, Narendra Modi», ha dichiarato la premier, suscitando l'ironia dei presenti e dello stesso Cerea, che ha replicato con un sorriso: «Ci eravamo detti che era una cosa tra noi, ma lo abbiamo svelato».

La seconda edizione del premio e i nuovi Maestri

Il riconoscimento, istituito con la legge n. 59 del 19 aprile 2024 e voluto dal governo per celebrare le eccellenze dell'enogastronomia italiana, si è arricchito quest'anno di nuove categorie. Rispetto al debutto dello scorso anno, quando erano stati premiati figure del calibro di Massimo Bottura, Iginio Massari e Franco Pepe, l'edizione 2026 ha visto l'introduzione delle sezioni dedicate all'arte della pasta e della panificazione, portando a dieci il numero dei premiati.

La cerimonia, che ha visto la partecipazione attiva della premier e del ministro Lollobrigida, ha celebrato professionisti provenienti da diverse regioni italiane, rappresentando l'intera filiera agroalimentare: dalla cucina alla gastronomia, passando per la pizza, il vino, l'olio, la pasta, il pane, la pasticceria, il gelato e l'arte casearia.

Chicco Cerea: un premio per la famiglia e per la cucina italiana

Enrico Cerea, detto Chicco, primogenito di Vittorio e Bruna, ha raccolto il testimone di una storia familiare che affonda le radici nel 1966, quando i genitori aprirono il ristorante Da Vittorio a Brusaporto. Oggi quel sogno è diventato un'icona della ristorazione mondiale, premiata con tre stelle Michelin, e sotto la guida di Cerea ha saputo conquistare una dimensione internazionale senza mai tradire le origini.

Nel ritirare il premio, lo chef ha dedicato il riconoscimento alla sua famiglia e a tutti i collaboratori, definendolo «un punto di partenza» e non un punto d'arrivo; con parole che hanno toccato il cuore di molti, ha ricordato i genitori, ringraziandoli per aver insegnato ai figli «i valori e i principi della vita, ma soprattutto la dedizione al lavoro nel modo migliore, con l'esempio e la loro vita».

L'imprenditore bergamasco ha poi voluto lanciare un messaggio di fiducia nei confronti delle nuove generazioni, dichiarando che la narrativa che descrive i giovani come «inebetiti e anestetizzati dai social network non mi appartiene: sanno svolgere compiti importanti e diamo loro più fiducia».

I premiati dell'edizione 2026: da Antinori a Bertinelli

L'edizione 2026 ha visto una rosa di premiati che rappresenta il meglio del made in Italy. Insieme a Cerea, sul palco di Palazzo Chigi sono saliti Francesco Panella per la gastronomia, Simone Padoan per la pizza, e il marchese Piero Antinori, figura storica del vino italiano, che ha ricevuto il premio proprio nel giorno del suo 88° compleanno, scatenando un applauso particolare da parte della premier e del ministro Lollobrigida, che ha scherzato: «E poi dicono che il vino fa male...».

Per l'olivicoltura è stata premiata Antonella Titone, mentre Margherita Angela Mastromauro e Pierluigi Roscioli sono stati i primi insigniti delle nuove categorie dedicate rispettivamente alla pasta e al pane. La pasticceria ha visto protagonista Federica Russo, la gelateria Eugenio Morrone e, a chiudere il cerchio delle eccellenze, l'arte casearia è stata rappresentata da Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, che ha commentato il premio come un grande privilegio, frutto di un lungo percorso iniziato con la modesta azienda agricola di famiglia nel 1895.

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