Famiglia nel bosco, l'incontro con la nuova assistente sociale e l'appello di Pillon: "Tempi burocratici più brevi per i bambini"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è tenuto oggi, presso il tribunale di Vasto, l'incontro tra l'avvocato Simone Pillon e la nuova assistente sociale Giuseppina Tittaferrante, nominata per seguire il caso della cosiddetta famiglia del bosco.

Il legale, che assiste i genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ha incontrato l'intero team che si occuperà del percorso di ricongiungimento con i tre figli minori, compresi gli psicologi e gli altri professionisti coinvolti, dopo aver a lungo sollecitato una convocazione che è arrivata solo dieci giorni dopo la comunicazione dell'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, come lo stesso Pillon ha avuto modo di sottolineare.

La richiesta di ridurre i tempi della burocrazia

"Chiediamo con rispetto e determinazione che i tempi della burocrazia siano in avvenire ridotti al minimo, e ciò nel superiore interesse dei bambini". Con queste parole, pronunciate nel corso di un punto stampa, l'avvocato ha riassunto il senso dell'appello rivolto alle istituzioni, lamentando che il lasso di tempo intercorso tra la decisione del giudice e la prima riunione operativa rappresenti un'occasione di ulteriore sofferenza per i minori, che dallo scorso novembre si trovano in una struttura protetta a Vasto.

Il legale ha inoltre annunciato la presentazione di un reclamo in Corte d'Appello, ribadendo che si tratta di "tempo prezioso che è stato di fatto tolto ai bambini".

L'arrivo di Giuseppina Tittaferrante e il contesto del caso

La nuova professionista, Giuseppina Tittaferrante, entra in un quadro reso complesso anche dal procedimento disciplinare aperto nei confronti della precedente assistente sociale, Veruska D'Angelo, da parte dell'Ordine degli assistenti sociali d'Abruzzo per una presunta violazione di diversi articoli del codice deontologico. Secondo quanto riportato, alla collega vengono contestati comportamenti non imparziali e giudizi sul modello educativo della famiglia, in seguito a due segnalazioni: una dei vertici dell'Ordine e un esposto depositato dagli ex legali della coppia.

D'Angelo, che secondo il suo avvocato Luca Bauccio non sarebbe stata sostituita ma affiancata da Tittaferrante in un team più ampio, potrà presentare le proprie deduzioni per rispondere alle accuse che, al momento, restano solo ipotesi di contestazione. Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto un rientro graduale dei bambini, che dovrebbero iniziare a trascorrere i fine settimana con i genitori a partire dal prossimo ottobre, restando per il momento nella casa-famiglia di Vasto, dove erano stati collocati il 20 novembre 2025.

Il nodo dell'istruzione e il ruolo dei consulenti

La decisione del giudice ha previsto anche il percorso scolastico per i minori, con l'iscrizione alla scuola pubblica di Vasto, un punto che la famiglia aveva sempre contestato in favore dell'istruzione parentale, come hanno ribadito i genitori in un video diffuso nei giorni scorsi in cui annunciavano il ricorso contro il provvedimento.

Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte della coppia, ha espresso piena solidarietà alla collega D'Angelo per le offese ricevute pur mantenendo un giudizio critico sull'operato dei servizi sociali, sottolineando la mancanza di mediazione linguistica e l'incapacità di instaurare un rapporto collaborativo; il consulente ha definito "sproporzionata" la scelta di allontanare i bambini da genitori che, a suo dire, non hanno mai messo in atto abusi o creato pericoli immediati.

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