Famiglia nel bosco, Pillon: rientro dei figli la prossima settimana e reclamo in Appello

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I tre figli della coppia anglo-australiana di Palmoli, conosciuti come la famiglia nel bosco, torneranno a casa la prossima settimana, seppure per poche ore. A dare l'annuncio è stato l'avvocato Simone Pillon, legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, al termine dell'incontro con la nuova assistente sociale incaricata di seguire il caso. Secondo quanto riferito dal difensore, l'appuntamento si è svolto in un clima di confronto costruttivo e ha permesso di definire le modalità del rientro graduale previsto dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila.

Il piano disposto dai giudici

Il provvedimento firmato dal tribunale prevede un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con incontri protetti che si alterneranno tra uno spazio neutro e l'abitazione dei genitori. Ai bambini sarà consentito recarsi anche presso le pertinenze della casa originaria, in modo da poter vedere i loro animali. Il servizio sociale dovrà regolare i rapporti dapprima con rientri diurni di maggiore durata alla presenza di un educatore; solo dopo almeno un mese di regolare frequenza scolastica verrà valutata l'opportunità di pernottamenti nel fine settimana.

La decisione arriva dopo mesi di battaglia legale, iniziata quando i tre minori furono collocati in una struttura protetta a Vasto nel novembre 2025.

Le critiche sui tempi della burocrazia

Pillon non ha nascosto il disappunto per i tempi dell'incontro con i servizi sociali, convocato soltanto dieci giorni dopo la comunicazione dell'ordinanza. A suo modo di vedere, si tratta di tempo prezioso sottratto ai bambini, che non vedono l'ora di tornare a Palmoli anche solo per poche ore. Il legale ha chiesto con determinazione che i tempi della burocrazia vengano ridotti al minimo, non perché qualcosa sia dovuto, ma nel superiore interesse dei minori.

Il difensore ha inoltre riferito di aver ricevuto rassicurazioni circa gli orari scolastici, che sembrano compatibili con gli incontri pomeridiani e lascerebbero liberi i fine settimana. La richiesta è di applicare alla lettera le modalità di inserimento scolastico dettagliate dal servizio di neuropsichiatria infantile, per limitare lo stress dei bambini.

Il fronte giudiziario e il ricorso

Sul piano giudiziario, la difesa depositerà il reclamo in Corte d'Appello per chiedere una profonda rivisitazione dell'ordinanza in vigore. Due gli aspetti su cui si concentrerà l'atto: le omissioni relative allo stato di salute dei bambini e il rispetto dei diritti costituzionali della famiglia. Secondo il legale, l'ordinanza sarebbe troppo cauta e si sarebbe potuto disporre il rientro immediato dei minori, salvaguardando al contempo il diritto dei genitori a scegliere il tipo di educazione da impartire ai figli.

Pillon ha precisato che verrà chiesto il rientro definitivo e completo, anche perché il tribunale, a suo avviso, non avrebbe preso in considerazione gli aspetti che riguardano la salute dei minori.

Il cambio nell'équipe dei servizi sociali

L'incontro si è tenuto con Giuseppina Tittaferrante, nuova assistente sociale che affiancherà Veruska D'Angelo, la professionista che ha seguito il caso fin dall'inizio. Quest'ultima non risulta ufficialmente rimossa dall'incarico, come precisato dal suo legale, Luca Bauccio, secondo cui è stato piuttosto implementato il team con l'aggiunta di altri professionisti, tra cui psicologi. Sull'operato di D'Angelo è in corso un procedimento disciplinare davanti all'Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo, per una presunta violazione di alcune norme del codice deontologico.

L'udienza è fissata per il 14 dicembre. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa, ha preso le distanze dall'ipotesi di giustizialismo, precisando di non imputare malafede alla professionista, pur confermando le criticità riscontrate nelle modalità del prelievo dei minori.

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