Famiglia nel bosco, Pillon esclude l’affidamento: «I figli? Ognuno li educa come vuole»
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Redazione Interno
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Non bastava il legno raccolto per sopravvivere all’inverno, né l’erba medica per i conigli allevati con amore forse idealizzato; ora, per i Trevallion-Birmingham, la partita si gioca interamente sugli atti di un tribunale. L’avvocato Simone Pillon, ex parlamentare della Lega e nuovo difensore di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion – la coppia anglo-australiana finita al centro del caso mediatico noto come “famiglia del bosco” – ha incontrato nella tarda mattinata la curatrice e la tutrice dei minori. Al termine del colloquio, che una nota stampa definisce “cordiale”, il legale ha voluto tracciare una linea rossa netta, escludendo in modo categorico qualsiasi deriva giudiziaria che possa separare per sempre i bambini dai loro genitori naturali.
«Nessuna ipotesi di adozione», la difesa sceglie la linea dura sul principio educativo
«Deve essere esclusa nel modo più assoluto ogni ipotesi di affidamento familiare o adozione dei minori»: con queste parole, riportate da diverse agenzie e testate nazionali, Pillon ha messo subito in chiaro che la sua strategia non prevede cedimenti sul terreno della potestà genitoriale. L’incontro con le rappresentanti delle istituzioni, sebbene definito costruttivo, non ha scalfito la determinazione del legale: per lui, la soluzione non può che essere il reinserimento immediato dei tre fratelli – due gemelli di sei anni e una bimba di otto – nella loro casa di Palmoli, sui monti Frentani. Al centro della difesa c’è una convinzione radicata, quasi un assunto costituzionale, secondo cui l’educazione dei figli è una prerogativa che prescinde dalle mode sociali o dalle valutazioni dei servizi. Lo stesso Pillon, in un passaggio informale con i suoi collaboratori, avrebbe confidato – secondo quanto emerge dalle cronache – un pensiero crudo e diretto: «Io penso che i figli ognuno li educa come vuole»; una filosofia che, se da un lato rivendica la libertà educativa, dall’altro si scontra violentemente con le perizie che descrivono i bambini incapaci persino di disegnare una mamma e un papà, sostituiti nelle loro fantasie unicamente da animali.
La consulenza psichiatrica e la strategia del «lindore» in attesa della svolta
Dietro le quinte del procedimento, che riguarda il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, il tecnico aspetta ancora il verdetto finale. Il destino della famiglia è appeso alla relazione conclusiva della consulenza tecnica d’ufficio affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, incaricata di valutare la capacità genitoriale della coppia; il termine ultimo per il deposito delle carte è fissato a fine giugno. In attesa di quella sentenza psicologica, che finora ha prodotto bozze poco rassicuranti per i genitori, Pillon gioca la carta dell’umanità e della normalità ritrovata. Visitando la casetta di Palmoli – quella stessa che i servizi sociali avevano descritto come disagiata e spoglia – il difensore è rimasto colpito da un dettaglio quasi kafkiano: «C’erano due paia di scarpe davanti alla porta, quelle per stare fuori e quelle da indossare una volta entrati. Mi ha ricordato la casa dei miei nonni».
Meta Description: Simone Pillon, nuovo legale della famiglia nel bosco, esclude categoricamente affido o adozione per i tre figli. Scontro sulla potestà genitoriale in attesa della perizia psichiatrica.




