Famiglia nel bosco, Pillon nuovo avvocato. La madre resta lontana dai figli

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La saga giudiziaria della famiglia anglo-australiana che ha scelto un’esistenza neorurale tra i boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, si arricchisce di un nuovo, e per certi versi atteso, capitolo legale. Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha infatti recentemente messo un punto fermo – o forse sarebbe meglio dire un muro – sulla situazione della madre, respingendo il ricorso che chiedeva il suo reinserimento nella struttura protetta di Vasto dove i tre figli minori della coppia risiedono dalla fine di novembre. La decisione, arrivata dopo una lunga camera di consiglio, conferma quindi l’ordinanza emessa lo scorso 6 marzo, quella che aveva disposto l’allontanamento della donna, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia: un provvedimento che i giudici, chiamati a pronunciarsi nuovamente dopo un intervento della Corte d’Appello, hanno scelto di non ritirare, rigettando l’istanza su tutti i punti in cui si articolava.

A rendere ancora più complesso il quadro di una vicenda già segnata da colpi di scena continui, ci ha pensato però l’ennesimo terremoto nello schieramento difensivo della coppia. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, del foro di Chieti, hanno ufficializzato la rinuncia al mandato, lasciando così Catherine e Nathan senza rappresentanza legale per poche ore, prima dell’annuncio del successore. La motivazione ufficiale, filtrata dalle dichiarazioni della stessa Solinas, parla di una «mancanza di visione comune» con i loro assistiti. In sostanza, tra i legali e la coppia non c’è più sintonia su come gestire le prossime battaglie in aula. Ma c’è di più: questa rottura rappresenta il terzo addio consecutivo per la coppia di genitori; lo stesso Femminella e Solinas, infatti, erano subentrati solo lo scorso novembre al primo difensore, Giovanni Angelucci, il quale aveva già giustificato il suo passo indietro con l’atteggiamento definito “oppositivo” dei coniugi, i quali sembravano rifiutare le strategie difensive più classiche o convenzionali.

L’ex senatore entra in scena

Ed è proprio in questo vuoto di rappresentanza, e in quello che appare come un crescente isolamento legale della famiglia, che fa capolino una figura politica ben nota al grande pubblico. A raccogliere il testimone, infatti, è Simone Pillon, ex senatore della Repubblica per la Lega e figura di spicco del fronte conservatore italiano. Conosciuto principalmente per essere stato uno degli organizzatori del Family Day e promotore di battaglie sul diritto di famiglia (basti pensare al cosiddetto “ddl Pillon” che porta il suo nome), il legale ha accettato l’incarico, come lui stesso ha confermato all’Ansa, dichiarando di dover prima «studiare tutte le carte» prima di esporre la nuova linea difensiva. La scelta di affidarsi a lui, tra l’altro, non è casuale in termini di posizionamento pubblico: Pillon è un esperto di diritto di famiglia e ha sempre dichiarato una visione tradizionalista del nucleo familiare, un’ideologia che forse, agli occhi dei Trevillion-Birmingham, rappresenta l’unico argine possibile all’allontanamento che i giudici stanno consolidando.

Il muro dei giudici

Tornando alla parte più strettamente giudiziaria della vicenda, l’esclusione della madre dalla casa famiglia di Vasto non è stata soltanto riconfermata, ma è stata formalizzata come condizione necessaria per la prosecuzione dell’affidamento dei minori. I giudici aquilani, nella loro ordinanza, hanno ribadito che la presenza della donna in quel contesto – non si parla qui di un possibile rientro a casa, ma di una convivenza all’interno di una struttura protetta – non solo non giova al percorso dei piccoli, ma ne ha di fatto compromesso la serenità nelle ultime settimane. È una sconfitta pesante per i coniugi, che avevano sperato fino all’ultimo di poter ribaltare la situazione dopo che, lo scorso 6 marzo, lo stesso tribunale aveva disposto l’allontanamento immediato della madre. Si ricorderà, in proposito, che in quella stessa occasione i giudici avevano inizialmente ipotizzato anche il trasferimento dei bambini in un’altra comunità, salvo poi fare marcia indietro e decidere per la loro permanenza nell’attuale istituto, ma a patto che la madre fosse assente.

I retroscena di una difesa difficile

L’abbandono da parte dei legali Femminella e Solinas, va detto, non è stato un fulmine a ciel sereno. Secondo quanto ricostruito dagli addetti ai lavori, il rapporto si era logorato nei mesi, complice una gestione del caso che la coppia voleva tenere troppo “in prima persona”. L’espressione «visione comune» utilizzata dagli avvocati per spiegare le dimissioni, in gergo forense, nasconde spesso quelle divergenze insanabili sul riconoscimento o meno della pericolosità sociale di alcuni comportamenti. Già Angelucci, il primo difensore, aveva infatti alzato bandiera bianca per l’atteggiamento della coppia, mentre Pillon arriva in un momento specifico: sta per essere depositata una perizia cruciale per l’affidamento, un’analisi della idoneità genitoriale della coppia affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, che dovrà incrociare i dati con la controperizia dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della coppia. In questo braccio di ferro tra esperti, il nuovo avvocato dovrà dimostrare di saper tenere a bada le “ingerenze” dei suoi assistiti, quella stessa tendenza a voler dettare la linea che ha fatto scappare i precedenti difensori.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.