Sangue sui piatti della mensa scolastica di Desenzano, multa da 2.500 euro al gestore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una multa di duemilacinquecento euro, la sanzione massima prevista dal contratto di servizio, è stata irrogata dalla giunta comunale di Desenzano del Garda alla ditta Dussmann Service, titolare dell’appalto per la ristorazione scolastica. Il provvedimento, che segue una formale lamentela presentata dall’amministrazione, è la conseguenza diretta di un grave episodio di compromissione igienica avvenuto lo scorso 29 ottobre nella scuola primaria “Laini”. L’infrazione, accertata in seguito a una specifica segnalazione dell’Istituto Comprensivo 1, riguardava la presenza di evidenti tracce di sangue umano sotto i piatti o in prossimità delle porzioni di contorno destinate agli alunni, alcuni dei quali si sporcarono le mani maneggiando le stoviglie contaminate.

La dinamica dell'incidente durante il servizio

Le indagini condotte, peraltro, hanno ricostruito una dinamica del tutto accidentale, seppur grave, che è alla radice del fatto. A generare il pericoloso contaminante, infatti, fu un taglio riportato inavvertitamente da un’addetta al servizio di distribuzione dei pasti. La ferita, che la donna non avvertì immediatamente, provocò la dispersione di sangue durante le operazioni di allestimento dei vassoi. Un episodio, questo, che riporta alla memoria un precedente caso di non conformità nel medesimo ambito, quando, sempre in una mensa elementare del territorio, venne rinvenuto dello yogurt oltre la data di scadenza. Quella circostanza, come l’attuale, conferma la necessità di una vigilanza costante e stringente, tanto da parte dei soggetti appaltatori quanto degli organi di controllo.

Le verifiche e la risposta istituzionale

L’intervento del Comune, che ha applicato la penale massima senza esitazioni, si è basato sulle verifiche tecniche e sulle risultanze documentali fornite dalla scuola, la quale aveva tempestivamente segnalato l’anomalia. La procedura amministrativa ha quindi seguito il suo corso, concentrandosi sulla palese violazione degli standard igienico-sanitari prescritti, senza che fossero necessarie, in questa fase, ulteriori indagini di natura diversa. La reazione dell’ente locale, del resto, è stata improntata a un rigore che non ammette deroghe quando sono in gioco la sicurezza e la salute dei minori, un principio che viene prima di qualsiasi valutazione sulle intenzioni o sulla colpevolezza dei singoli operatori coinvolti nella vicenda.

Il quadro normativo e le garanzie richieste

L’accaduto, al di là della specifica sanzione pecuniaria, solleva interrogativi sulle procedure di sicurezza che le imprese di ristorazione collettiva sono tenute a implementare per gestire anche gli imprevisti, compresi quelli sanitari che riguardano il personale impiegato. Il contratto di servizio, come dimostra l’entità della multa comminata, prevede clausole stringenti a tutela degli utenti, la cui applicazione costituisce un monito per tutte le realtà operative nel settore. La rapidità con cui è scattata la sanzione amministrativa, d’altronde, evidenzia un approccio di tolleranza zero verso qualsiasi deviazione dai protocolli, un aspetto che le famiglie giudicano essenziale per la fiducia riposta in un servizio così delicato.

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