Hezbollah colpisce base italiana in Libano
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Redazione Esteri
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I razzi di Hezbollah hanno colpito la base italiana di Unifil a Shama, nel sud del Libano, senza provocare feriti tra i militari italiani. L'attacco, avvenuto ieri, ha preso di mira il quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Secondo l'Onu, i soldati della missione internazionale sono stati bersagliati tre volte nella stessa giornata, con quattro soldati ghanesi feriti a est del villaggio di Ramyah, quando un razzo, probabilmente sparato da attori non statali, ha colpito la loro base.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha definito l'attacco "inammissibile", sottolineando i crescenti rischi per i soldati italiani impegnati nella missione di pace Onu in un contesto di tensioni sempre più marcate. Gli Stati Uniti e la Francia hanno intensificato gli sforzi per un cessate il fuoco, con l'inviato speciale americano Amos Hochstein che ha dichiarato a Beirut che la fine della guerra tra Israele e Hezbollah è "ora alla nostra portata". Tuttavia, gli attacchi recenti evidenziano la precarietà della situazione e i pericoli asimmetrici che i soldati italiani devono affrontare.
Otto razzi hanno colpito il quartier generale del contingente italiano di Unifil a Shama, causando il ferimento di cinque militari, portati in infermeria per le cure necessarie. Israele e l'Italia attribuiscono la responsabilità dell'attacco a Hezbollah, che, secondo alcune fonti, avrebbe agito con l'intento di far ricadere la colpa su Israele. Il presidente argentino Javier Milei ha espresso la sua opinione sulla situazione, suggerendo che per l'Unifil è giunto il momento di ritirarsi dal Libano, vista l'escalation degli attacchi e la mancanza di difese adeguate per i soldati delle Nazioni Unite.
In questo contesto di crescente tensione, la missione Unifil si trova a dover affrontare non solo minacce convenzionali, ma anche pericoli asimmetrici, che mettono a dura prova la sicurezza dei militari italiani e degli altri contingenti internazionali presenti nel Paese dei Cedri.




