Israele colpisce il Libano in risposta ai razzi di Hezbollah
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha condotto una serie di attacchi aerei in Libano, colpendo presunti centri di comando di Hezbollah, infrastrutture militari, lanciatori di razzi e depositi di armi. L’operazione, annunciata dall’Idf (Israel Defense Forces), è stata definita una risposta diretta al lancio di sei razzi dal Libano verso il nord di Israele, avvenuto nelle prime ore del mattino. Tre di questi razzi sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome, mentre gli altri tre non hanno raggiunto il territorio israeliano.
L’attacco, che ha causato la morte di sei persone, rappresenta l’escalation più significativa dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, formalizzato il 27 novembre scorso. La tregua, che aveva temporaneamente calmato le acque dopo settimane di scontri, sembra ora vacillare sotto il peso di una nuova ondata di violenze. Hezbollah, da parte sua, ha negato ogni coinvolgimento nel lancio dei razzi, definendo le accuse israeliane un pretesto per giustificare ulteriori attacchi sul suolo libanese.
Secondo fonti israeliane, i raid aerei hanno preso di mira decine di lanciarazzi e un centro di comando utilizzato dal gruppo sciita, oltre a una struttura di stoccaggio di armi. Tra le vittime degli attacchi c’è anche una donna, la cui identità non è stata ancora resa nota. Questo episodio segna la prima aggressione missilistica al confine settentrionale di Israele dal dicembre scorso, riaccendendo timori di una possibile escalation che potrebbe trascinare la regione in un nuovo conflitto.
Nonostante il cessate il fuoco, le tensioni tra Israele e Hezbollah non si sono mai completamente placate. Fonti libanesi hanno denunciato centinaia di violazioni da parte dell’esercito israeliano nei mesi successivi alla tregua, con incursioni aeree e operazioni militari che hanno mantenuto alta la tensione nella regione. L’attacco di ieri, tuttavia, rappresenta un salto di qualità, riportando il Libano in quello stato di incertezza e paura che sembrava, almeno in parte, alle spalle.
Il sud del Libano, in particolare, è tornato a vivere momenti di apprensione, con le comunità locali costrette a fare i conti con il rumore assordante degli aerei e il boato delle esplosioni. Israele, dal canto suo, ha ribadito che non esiterà a rispondere con forza a qualsiasi minaccia proveniente dal territorio libanese, accusando Hezbollah di continuare a operare come un’entità terroristica.
La situazione resta delicata, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di aver violato gli accordi di novembre. Mentre Hezbollah insiste nel negare ogni responsabilità, sostenendo che le accuse israeliane siano parte di una strategia più ampia per giustificare ulteriori operazioni militari, Israele mantiene alta la guardia, pronta a reagire a qualsiasi nuova provocazione.




