Prosciutto cotto e altri affettati ritirati per rischio batterio: i lotti segnalati dal ministero

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In un periodo, quello delle festività, tradizionalmente dedicato alle tavole imbandite, il ministero della Salute ha emanato una serie di richiami alimentari, puntuali e precauzionali, che hanno interessato prodotti a base di carne largamente diffusi. L'attenzione delle autorità sanitarie si è concentrata, in particolare, sulla possibile contaminazione da *Listeria monocytogenes*, un batterio patogeno la cui presenza in alimenti pronti al consumo rappresenta un rischio noto, soprattutto per categorie di consumatori più vulnerabili. Le segnalazioni, pubblicate sul portale ufficiale del Ministero a ridosso del Natale, hanno coinvolto marchi noti della grande distribuzione, generando un'operazione di verifica e ritiro dal mercato che, sebbene complessa per i tempi, è stata condotta con solerzia.

I prodotti e i lotti specifici coinvolti nel provvedimento

Il primo provvedimento, datato 22 dicembre, ha riguardato il "Prosciutto cotto alta qualità" della linea Lenti & Lode, commercializzato in confezioni da 120 grammi. Gli avvisi del Ministero, chiari e circostanziati, hanno indicato come non idonei al consumo i lotti identificati con i codici 2541327 e 2541328, entrambi con data di scadenza fissata al 3 gennaio 2026. Ai consumatori è stato raccomandato, in via prioritaria, di astenersi dall'assumere il prodotto e di riconsegnarlo al punto vendita di acquisto per ottenerne il rimborso o la sostituzione, secondo le modalità che ciascun esercizio commerciale ha predisposto. Una misura, questa, che si inserisce nel quadro delle tutele previste dalla normativa alimentare europea, la quale attribuisce alle aziende produttrici e alla catena distributiva precise responsabilità in materia di sicurezza.

L'estensione del richiamo ad altri affettati a marchio

Pochi giorni dopo, il 24 dicembre, il ventaglio dei prodotti richiamati si è ampliato, comprendendo altre referenze. Oltre al prosciutto cotto già segnalato, è stata coinvolta la "Gran Fesa di tacchino arrosto" a marchio Lenti, confezionata in vaschette da 100 grammi e contraddistinta dal lotto 2541330, anch'esso con scadenza al 3 gennaio 2026. Parallelamente, il richiamo ha investito un prodotto a marchio della distribuzione cooperativa, l'"Arista al forno Fior Fiore Coop", proveniente dallo stesso stabilimento produttivo, la Rugger S.r.l., e identificata dal lotto 2541329 in confezioni da 120 grammi. La motivazione, per tutti e tre gli articoli, rimane identica: il rischio, accertato dalle analisi di laboratorio, della presenza del batterio *Listeria monocytogenes* al di sopra dei limiti di sicurezza stabiliti per legge.

La gestione del rischio e le procedure per i consumatori

La comunicazione di tali allerta, sebbene giunta in un momento di particolare intensità degli acquisti alimentari, ha seguito il canale istituzionale previsto, ovvero la pubblicazione immediata sul sito del ministero della Salute. Questo approccio, che evita allarmismi ingiustificati ma non trascura il dovere di informazione, mira a rendere i cittadini consapevoli e partecipi della gestione del rischio. La raccomandazione di base, quindi, resta quella di controllare con attenzione le etichette delle confezioni presenti in casa, verificando la corrispondenza del lotto e della data di scadenza con quelli indicati negli avvisi. Qualora si riscontrasse una corrispondenza, l'unica azione corretta da intraprendere è interrompere qualsiasi tentativo di consumo, anche parziale, e procedere alla restituzione della merce, un gesto semplice che contribuisce alla tutela della salute collettiva e permette di tracciare ulteriormente l'entità della diffusione del prodotto potenzialmente non conforme.

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