La Sampdoria esonera Semplici e Accardi: una stagione già segnata dal caos

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’esperienza di Leonardo Semplici sulla panchina della Sampdoria si è conclusa dopo appena sedici partite, un arco di tempo in cui i blucerchiati hanno raccolto soltanto quindici punti, confermando una crisi che sembra ormai irreversibile. Con la squadra terzultima in classifica e a sei giornate dal termine del campionato di serie B, il club ha deciso di tagliare i ponti non solo con l’allenatore – il terzo della stagione dopo Andrea Pirlo e Fabio Grosso – ma anche con il direttore sportivo Pietro Accardi, travolto da una gestione sempre più controversa.

La decisione, annunciata con un comunicato asciutto, arriva nel mezzo di una spirale negativa che rischia di trascinare la Sampdoria in serie C, un esito che pochi mesi fa sarebbe apparso impensabile. «La società comunica di aver interrotto i rapporti professionali con il responsabile dell’Area Tecnica Pietro Accardi e con il suo collaboratore Giuseppe Colucci», si legge nella nota ufficiale, che non nasconde la gravità della situazione.

I segnali di una rottura tra il presidente Matteo Manfredi e Accardi erano emersi già da giorni, ma è stata la sconfitta contro lo Spezia a innescare l’ultima svolta. Quella partita, oltre a evidenziare le carenze tecniche di una squadra allo sbando, ha scatenato le proteste dei tifosi, costringendo la dirigenza a prendere misure drastiche. Dopo il match, infatti, la squadra non ha fatto ritorno al centro sportivo di Bogliasco, dove alcuni sostenitori si erano radunati per contestare, ma è stata dirottata in un ritiro lampo a Coverciano, scelto per evitare ulteriori tensioni.

Quello di ieri è stato solo l’ultimo episodio di una stagione segnata da continui cambiamenti e instabilità, con una rosa mal assemblata e una strategia societaria che ha mostrato tutte le sue fragilità. Se l’esonero di Semplici era atteso, data la sequenza di risultati deludenti, la contemporanea uscita di Accardi – figura chiave nella gestione del mercato – dimostra che la proprietà ha deciso di voltare pagina in extremis, pur senza avere un progetto chiaro per il futuro.

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