La fiamma olimpica accende le Marche, tra pioggia e passione
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Redazione Sport
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Nonostante il maltempo ostinato, una fredda pioggia che ha accompagnato gran parte del percorso, la Fiamma delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ha proseguito il suo viaggio riscaldando le piazze delle Marche. Il suo cammino è iniziato, come da programma, dalla città di Ascoli Piceno nella mattinata di domenica, per poi essere consegnata di mano in mano tra i numerosi tedofori che ne hanno scandito l’avanzata. Un percorso serrato che, snodandosi attraverso il territorio regionale, ha toccato nell’ordine San Benedetto del Tronto e Fermo, raggiungendo in seguito Civitanova Marche e Macerata prima della tappa conclusiva nella giornata di domenica, ad Ancona, dove il simbolo olimpico è giunto in piazza Cavour dopo aver attraversato le vie del centro cittadino.
Un viaggio simbolico tra sport e territorio
L’evento, che ha visto la partecipazione di circa centocinquanta portatori tra domenica e lunedì, ha rappresentato un momento di forte unione, capace di raccontare il legame profondo tra lo sport e le diverse realtà locali. Proprio per questo, il viaggio della Fiamma è stato arricchito da gesti dal valore simbolico, come quello avvenuto in Abruzzo pochi giorni prima, dove Coca-Cola – Presenting Partner dell’intero percorso – ha celebrato la consolidata collaborazione con il comitato locale della Croce Rossa, un sodalizio nato durante l’emergenza pandemica per garantire supporto alla popolazione. Momenti che, al di là del gesto sportivo in sé, sottolineano come il percorso della torcia possa rinsaldare reti esistenti e accendere i riflettori su storie di impegno concreto.
La staffetta prosegue con i volti dello sport
Tra i tedofori che hanno avuto l’onore di reggere la fiaccola durante la tappa marchigiana, spicca la presenza di un atleta azzurro, l’ottocentista Barontini, coinvolto nella staffetta verso i prossimi Giochi. La sua partecipazione, insieme a quella di molti altri, ha contribuito a infondere ulteriore entusiasmo in un pubblico che, nonostante le condizioni atmosferiche avverse, ha seguito il passaggio del simbolo olimpico con visibile partecipazione. A Civitanova Marche, ad esempio, la fiaccola è arrivata secondo i tempi stabiliti, partendo dallo stadio per poi percorrere il lungomare e le vie centrali fino a piazza XX settembre, mantenendo una puntualità che ha caratterizzato l’intera organizzazione dell’evento.
Il percorso prosegue verso nord
Dopo aver illuminato Ancona, la staffetta della Fiamma Olimpica ha lasciato le Marche per continuare il suo viaggio verso nord, toccando altre località italiane in vista dell’appuntamento di febbraio 2026. Gli organizzatori hanno potuto constatare, ancora una volta, come l’interesse per i Giochi riesca a mobilitare persone e territori, creando un’attesa che trascende il singolo evento sportivo per trasformarsi in un racconto collettivo. Le immagini della torcia che brilla sotto la pioggia, scattate a Macerata e Civitanova, restituiscono perfettamente lo spirito di questa trasferta: una luce capace di risplendere e unire, indifferentemente dalle nubi e dal freddo.




