Fentanyl, il mistero del furto all’Israelitico: nessuna effrazione e key card in uso a più persone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cassaforte non presentava segni di scasso, le chiavi erano in uso a più dipendenti e nella stanza non c’erano telecamere. Sono questi i primi elementi emersi dall’indagine sul furto di ottanta fiale di fentanyl all’Ospedale Israelitico di Roma, un colpo che ha innescato una riunione d’emergenza a Palazzo Chigi e acceso i riflettori sulla gestione degli stupefacenti nelle strutture sanitarie.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per furto e detenzione ai fini di spaccio, mentre i carabinieri del Nas e del nucleo operativo Roma Eur cercano di ricostruire l’accaduto, concentrando i sospetti su una cerchia ristretta di persone.

Due colpi in due giorni e un allarme tardivo

La scoperta dell’ammanco risale al 24 giugno, quando i dipendenti dell’ospedale, aprendo la cassaforte della farmacia interna, si sono accorti che quasi tutte le fiale di fentanyl erano sparite. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il furto non sarebbe avvenuto in un’unica soluzione, ma in due momenti distinti: il primo il 22 giugno, il secondo il 24 giugno, quando è scattata la denuncia ai carabinieri. La responsabile della farmacia ha dichiarato di aver sempre svolto tutti i controlli necessari, ma la tempistica solleva interrogativi sulla frequenza delle verifiche delle scorte.

Chiavi condivise e assenza di videosorveglianza

L’elemento che più di altri orienta le indagini è l’assenza di segni di effrazione sulla cassaforte. Chi ha agito aveva le chiavi o una copia, oppure conosceva la combinazione. Le chiavi, secondo le prime informazioni, erano a disposizione di circa una decina di dipendenti, tra medici, infermieri e personale della farmacia, oltre a un addetto alla guardiania notturna.

Un altro particolare destinato a pesare nelle verifiche: la stanza che ospita la cassaforte non è coperta da telecamere, una circostanza che contrasta con le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl, adottato dal governo nel marzo 2024.

Le ipotesi al vaglio degli investigatori

La Procura di Roma, con il pm Mario Dovinola, procede per furto e detenzione ai fini di spaccio contro ignoti. Le ipotesi sul campo sono diverse: un furto su commissione della criminalità organizzata, un furto interno da parte di un dipendente che aveva accesso alla cassaforte, o un uso personale del farmaco. Il criminologo Vincenzo Musacchio, docente di strategie di contrasto alla criminalità organizzata, interpellato sulla vicenda, ha espresso la convinzione che si tratti di un furto su commissione.

«Se la cassaforte era intatta – ha spiegato – chi ha agito aveva le chiavi, conosceva la combinazione e i codici in uso a più dipendenti. Le fiale potrebbero essere destinate al mercato locale per tagliare altre sostanze, o già finite sul dark web».

Il valore del bottino e il rischio per la salute pubblica

Il valore complessivo del bottino è stato stimato in circa 400.000 euro. Il fentanyl rubato – un oppioide sintetico da 50 a 100 volte più potente della morfina – è custodito in fiale da 2 o 10 millilitri e, secondo le prime stime, il quantitativo sottratto sarebbe sufficiente per produrre circa 20.000 dosi destinate al mercato illecito.

L’allarme è tanto più grave perché il fentanyl è noto come la "droga degli zombie" e, al di fuori dei circuiti sanitari, provoca overdose anche a dosi minime, come documentato dal Piano nazionale di prevenzione e dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

Le reazioni istituzionali e la stretta sui protocolli

La vicenda ha assunto immediatamente rilievo nazionale. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha convocato una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi, alla quale hanno preso parte il capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il direttore della Direzione centrale per i Servizi antidroga e i dirigenti del Dipartimento per le Politiche contro le dipendenze. Il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione all’ospedale Israelitico per verificare il rispetto dei protocolli di custodia, mentre la Regione Lazio ha esteso i controlli a tutte le Asl del territorio.

Nei prossimi giorni, il governo riconvocherà il tavolo di monitoraggio sul Piano anti-fentanyl per rafforzare le misure di prevenzione.

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