Concessioni balneari, gare entro il 2027: cosa cambia sulle spiagge
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Redazione Interno
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Le concessioni balneari entrano nella fase delle gare pubbliche con la bozza del bando-tipo nazionale predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e presentata alla Conferenza Unificata. Il documento punta a fornire a Comuni e Regioni uno schema comune per riassegnare le aree demaniali destinate alle attività turistico-ricreative, superando il sistema delle proroghe e fissando criteri omogenei per le procedure. Il testo non è ancora definitivo e può essere modificato nel confronto con gli enti territoriali, ma stabilisce già l'architettura del nuovo sistema: durata dei titoli, criteri di aggiudicazione, indennizzi agli uscenti, regole per il subentro e limiti alla concentrazione delle licenze.
Nuove concessioni da 5 a 20 anni e gare entro giugno 2027
Uno dei punti centrali riguarda la durata degli affidamenti, che potrà andare da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni. La scelta dovrà essere collegata alle caratteristiche della concessione e agli investimenti previsti, introducendo quindi un intervallo temporale entro il quale gli enti concedenti potranno costruire i singoli bandi. Le procedure dovranno essere avviate almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli interessati e comunque non oltre il 30 giugno 2027. Il bando-tipo nasce dal decreto legge dell'11 marzo 2026 con l'obiettivo di creare condizioni omogenee nell'affidamento del demanio, dopo un confronto tecnico avviato in primavera tra il ministero e gli enti territoriali.
La gara non sarà decisa semplicemente da chi offre di più. La bozza indica come criterio l'offerta economicamente più vantaggiosa, determinata attraverso il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Il peso attribuito alla componente economica non potrà superare il 10% del punteggio massimo assegnato all'offerta tecnica. I singoli bandi potranno prevedere anche criteri premiali, per esempio a favore delle piccole e medie imprese oppure delle aziende che adottano clausole sociali destinate a tutelare la stabilità occupazionale. Si tratta di un'impostazione che assegna quindi alla qualità del progetto presentato un ruolo molto più ampio rispetto alla sola proposta finanziaria.
Limiti alle licenze e requisiti per rendere accessibili gli stabilimenti
Il modello interviene anche sulla concentrazione delle concessioni. Per favorire la partecipazione e la concorrenza, non saranno ammesse offerte da parte di concorrenti che abbiano già raggiunto il numero massimo di lotti stabilito per la relativa tipologia concessoria. Gli enti potranno così inserire nei bandi paletti destinati a impedire che un numero eccessivo di aree finisca nelle mani dello stesso operatore. Il meccanismo assume particolare importanza nel passaggio a procedure competitive nazionali, perché affianca all'apertura del mercato una regola specificamente rivolta alla distribuzione delle licenze disponibili.
Tra i requisiti indicativi contenuti nello schema compaiono anche precise misure sull'accessibilità. Per gli stabilimenti è prevista la presenza di almeno un servizio igienico adattato alle persone con disabilità, insieme a una doccia dotata dello spazio necessario alla manovra di una carrozzina da mare. Sono contemplati percorsi pedonali complanari verso i servizi e passerelle larghe almeno 1,20 metri per consentire l'accesso diretto alla battigia. Il documento disciplina inoltre le spiagge libere attrezzate, prevedendo strutture di dimensioni ridotte, facilmente amovibili e compatibili con le disposizioni urbanistiche e demaniali applicabili alle aree interessate.
Indennizzi ai gestori uscenti e continuità durante il subentro
Un altro nodo riguarda gli stabilimenti che, dopo la gara, dovessero passare a un nuovo concessionario. L'indennizzo a carico del subentrante sarà collegato al valore degli investimenti realizzati dal gestore uscente e non ancora ammortizzati alla fine del rapporto concessorio. A questa componente dovrà aggiungersi quanto necessario ad assicurare un'equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. Il principio dell'indennizzo era già entrato nel percorso normativo sulle concessioni e aveva formato oggetto del confronto con la Commissione europea; ora viene inserito nello schema operativo destinato a essere utilizzato dalle amministrazioni che dovranno predisporre le selezioni.
Il cambio di gestione dovrà inoltre avvenire senza interrompere le attività sulle spiagge. I titoli esistenti continueranno a produrre effetti fino all'effettivo ingresso del concessionario individuato attraverso la procedura, evitando che il periodo necessario alla selezione determini la sospensione dei servizi. Le regole sull'avvicendamento puntano anche a favorire il riutilizzo delle attrezzature e delle opere amovibili già presenti nell'area demaniale. Il bando-tipo dovrà disciplinare le modalità concrete del passaggio fra i due operatori, coordinando la cessazione della precedente gestione con l'avvio della nuova.
Il percorso che ha portato alla bozza è iniziato con il confronto tecnico tra MIT ed enti territoriali nella primavera del 2026 ed è proseguito con la consultazione delle associazioni di categoria. A luglio il ministero ha riunito un tavolo dedicato alla redazione del modello, preparato nei gruppi di lavoro con gli enti territoriali, prima del vaglio politico della Conferenza Unificata. Sul fronte economico, il dossier comprende anche la rideterminazione dei canoni demaniali: il ministero aveva indicato che, in mancanza dell'apposito decreto, gli importi sarebbero aumentati automaticamente del 10%, mentre nel 2024 i canoni riscossi per le concessioni con finalità turistico-ricreative avevano raggiunto complessivamente circa 84,4 milioni di euro.
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