Avowed 2, il sequel non è morto: Obsidian ci lavora ancora nonostante i licenziamenti e le voci su Fallout
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La scorsa settimana, l'ecosistema videoludico è stato scosso da una serie di indiscrezioni che dipingevano un futuro piuttosto lineare per Obsidian Entertainment, con il progetto Avowed 2 accantonato per fare spazio a un nuovo capitolo della saga Fallout. A gettare benzina sul fuoco era stato il noto giornalista Jason Schreier di Bloomberg, una fonte che, va detto, negli ultimi anni ha spesso centrato i propri report sulla situazione interna agli studi di Xbox, dimostrando di avere agganci tutt’altro che superficiali con i piani alti dell’industria.
Secondo le sue ricostruzioni, Obsidian avrebbe dovuto mettere da parte il sequel dell’action RPG uscito da qualche mese per dedicare energie e risorse a un progetto che riporta la firma di Josh Sawyer, il director dietro l’amatissimo Fallout: New Vegas.
Tuttavia, come spesso accade in questi casi, la realtà dei fatti sembra essere molto più sfumata e complessa di quanto un semplice titolo possa suggerire.
Le voci sulla cancellazione totale del gioco, seppur basate su un fondo di verità legato alla riorganizzazione interna e ai tagli al personale, potrebbero aver tracciato un quadro troppo drasticamente definitivo. Dalle ultime ricostruzioni, infatti, emerge che Obsidian non avrebbe affatto abbandonato l'idea di portare avanti il mondo di Eora: Avowed 2 sarebbe ancora in lavorazione, seppur con un ritmo diverso e probabilmente con un organico ridimensionato, a testimonianza di come le priorità possano cambiare senza che un progetto venga necessariamente archiviato in via definitiva.
Il riassetto di Xbox e le conseguenze sullo staff
Il quadro generale in cui si inseriscono queste voci è quello di una Microsoft che sta attuando una profonda revisione della propria divisione gaming, con licenziamenti che hanno colpito in modo significativo diversi studi first-party, Obsidian compreso. Si parla di un impatto che avrebbe riguardato circa il venticinque per cento del personale dello studio californiano, una percentuale che lascia intuire quanto sia stato duro lo scossone e come abbia inevitabilmente costretto la dirigenza a rivedere le proprie strategie produttive.
In un contesto di budget ridotti e priorità ricalibrate, è fisiologico che alcuni progetti vengano posticipati o ridimensionati, ma la differenza sostanziale, in questo caso, sta nel fatto che il sequel di Avowed non sarebbe stato cancellato alla radice, bensì semplicemente rallentato.
Questo distinguo è fondamentale perché cambia radicalmente la prospettiva su quanto sta accadendo dentro Obsidian. Non si tratterebbe, quindi, di una scelta netta tra due universi narrativi, bensì di un tentativo di tenere aperti più fronti, magari dirottando una parte consistente delle forze sul progetto Fallout – che rappresenta oggettivamente un'occasione commerciale colossale per Xbox – senza però chiudere definitivamente i battenti sulla nuova proprietà intellettuale.
Le fonti vicine allo studio riferiscono che il team sta cercando di gestire questa transizione nel modo più indolore possibile, mantenendo vive entrambe le fiamme, seppur con intensità differenti.
Le parole di Obsidian e la difesa dell'identità
Nel mezzo di questa tempesta mediatica, non sono mancate le reazioni ufficiali, o quantomeno semiufficiali, da parte di alcuni dei volti noti dello studio. Uno dei responsabili principali ha preso la parola per rispondere a quelle che ha definito critiche affrettate, invitando chi parla a riflettere su come si lavora realmente all'interno di Obsidian prima di trarre conclusioni affrettate. Il messaggio, piuttosto diretto, mirava a difendere l'identità del team e la sua capacità di gestire più progetti contemporaneamente, senza per questo snaturarsi o perdere la propria anima autoriale.
Un atteggiamento, questo, che suggerisce come all'interno dello studio ci sia la ferma volontà di non farsi dettare l'agenda esclusivamente dalle pressioni esterne o dalle mode del momento.
D’altronde, Obsidian non è certo uno studio nuovo a queste dinamiche, avendo sempre alternato produzioni su licenza – basti pensare a Star Wars: Knights of the Old Republic II o ad Alpha Protocol – a titoli originali come Pillars of Eternity. La capacità di destreggiarsi tra progetti più commerciali e scommesse personali è storicamente parte del suo DNA, e il tentativo di tenere in vita Avowed 2, nonostante le oggettive difficoltà economiche e organizzative, sembra andare proprio in questa direzione.
La vera sfida, a questo punto, sarà capire se le risorse a disposizione saranno sufficienti per portare avanti entrambi i progetti senza che la qualità di uno venga sacrificata a beneficio dell'altro.
Cosa cambia per il futuro dei due franchise
Se la situazione rimane fluida e le informazioni disponibili sono ancora frammentarie, è però possibile tracciare alcune linee di tendenza piuttosto chiare. Da un lato, il nuovo Fallout con il coinvolgimento di Josh Sawyer rappresenta un asset di valore inestimabile per Microsoft, che da tempo cerca di capitalizzare al meglio il patrimonio di IP legacy acquisite con l'acquisto di ZeniMax Media.
Dall'altro, il fatto che Avowed 2 non sia stato ufficialmente sepolto lascia intendere che Obsidian crede ancora nel potenziale del suo mondo fantasy, forse anche in virtù delle vendite e del gradimento del primo capitolo, che pur senza aver infranto record stratosferici ha saputo ritagliarsi il suo spazio tra gli appassionati del genere.
Rimane da capire, naturalmente, come si evolverà questa doppia binarietà nei prossimi mesi. Le voci di corridoio parlano di un Avowed 2 che potrebbe essere riprogettato su scala più ridotta, magari abbandonando certe ambizioni open-world per una struttura più contenuta e gestibile, mentre il progetto Fallout procederebbe a pieno regime con una squadra dedicata. Sono tutte ipotesi, per carità, ma che trovano un fondamento logico nelle dinamiche di un’industria che, oggi più che mai, deve fare i conti con bilanci rigorosi e scelte dolorose.
Quel che è certo, in attesa di comunicazioni ufficiali che tardano ad arrivare, è che Obsidian sta cercando di giocare la partita su più tavoli, tenendo stretta la sua creatura fantasy mentre si prepara a rituffarsi nel mondo radioattivo che l’ha resa celebre.




