Montezemolo approda in McLaren, un ritorno in F1 tra sorpresa e rivalità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A 77 anni, Luca Cordero di Montezemolo compie una svolta inattesa, tornando nel mondo della Formula 1 non con la Ferrari – di cui è stato volto e anima per decenni – ma con la McLaren, storica antagonista del Cavallino. La sua nomina a membro del consiglio di amministrazione di McLaren Group Holdings Ltd, la holding che controlla sia il team di F1 sia la divisione automobilistica, è stata formalizzata attraverso i documenti depositati al Companies House britannico. Un passaggio che, seppur legato alla produzione di auto stradali più che alle corse, riaccende i riflettori su un legame che molti credevano ormai confinato al passato.

Montezemolo, che guidò la Ferrari dal 1991 al 2014 – dopo averne diretto la squadra corse negli anni ’70 –, ha sempre dichiarato che il suo cuore "resterebbe rosso". Eppure, oggi si ritrova a sedere al tavolo di un gruppo che, pur nella sua evoluzione verso il lato automotive, rappresenta una delle icone più competitive della F1. Fu proprio sotto la sua presidenza che la Ferrari visse anni di dominio, con cinque titoli mondiali conquistati tra piloti e costruttori, grazie a campioni come Michael Schumacher.

La mossa, più che un tradimento, sembra dettata da una logica industriale: McLaren Automotive, infatti, punta a espandere il suo mercato nel segmento delle supercar, terreno su cui Montezemolo vanta un’esperienza indiscutibile. Tuttavia, il simbolismo non sfugge. Che un uomo così legato alla storia della Rossa finisca per collaborare con un competitor diretto – seppur in un ambito diverso dalla F1 – è un dettaglio che alimenta curiosità, anche se lui stesso ha sempre sottolineato di aver "chiuso quel capitolo".

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