Sanremo, la vittoria di Ditonellapiaga e TonyPitony nella serata cover e il crollo degli ascolti rispetto al 2025

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È stata l’irriverenza swing di Ditonellapiaga e TonyPitony, con la loro versione di “The Lady Is a Tramp” portata al successo da Frank Sinatra, ad aggiudicarsi la serata cover del Festival di Sanremo. La quarta puntata della kermesse, quella dedicata ai duetti e alle reinterpretazioni, ha visto il duo prevalere grazie al sistema di voto misto che, per l’occasione, ha visto il Televoto pesare per il 34%, lasciando il 33% alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e un altro 33% a quella delle Radio. Una classifica, quella comunicata dagli organizzatori, che si è fermata alle prime dieci posizioni, lasciando fuori dal podio, ma con un ottimo quarto posto, le Bambole di Pezza che con Cristina D’Avena hanno riportato in auge le sigle dei cartoni animati, mentre al quinto si è piazzato Tredici Pietro, il quale ha potuto contare sulla sorprendente apparizione del padre Gianni Morandi.

Sul podio, a seguire i vincitori, sono saliti Sayf con Alex Britti e Mario Biondi: la loro interpretazione di “Hit the Road Jack” è valsa la seconda piazza, mentre la medaglia di bronzo è andata ad Arisa. La cantante lucana, accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma, ha proposto “Quello che le donne non dicono”, brano che Enrico Ruggeri scrisse e che Fiorella Mannoia rese celebre, in un arrangiamento che ha puntato sulla solennità e sulla potenza corale. Proprio Arisa, secondo i racconti della serata, sarebbe stata tra le poche capaci di catalizzare l’attenzione della sala stampa e del pubblico in un’Ariston talvolta distratto, regalando uno dei momenti di maggior pathos della lunga diretta.

Gli ascolti in calo, la conduzione e il siparietto sulla lingua italiana

Nonostante la qualità delle esibizioni e la formula ormai collaudata, la serata ha dovuto fare i conti con il responso dell’Auditel, che ha segnato un deciso arretramento rispetto all’edizione precedente. Se nel 2025 i duetti diretti da Carlo Conti avevano incollato allo schermo una media di 13 milioni e 575mila telespettatori, quest’anno il dato è crollato a 10 milioni e 789mila, con uno share del 65,6%. Un calo di quasi tre milioni di spettatori che, se contestualizzato nel confronto con le annate passate, appare comunque in linea con i numeri del 2024, quando la stessa serata si fermò a 11,8 milioni, mostrando una flessione fisiologica per un prodotto televisivo ormai lontano dai picchi record di ascolto della scorsa decade.

La conduzione è stata affidata al direttore artistico Conti, affiancato da Laura Pausini e dalla modella Bianca Balti, presente già lo scorso anno ma reduce da un percorso personale segnato dalla malattia, come ha ricordato ironicamente mostrando i capelli ricresciuti. Tra gli ospiti, Alessandro Siani ha animato il palco con il suo monologo giocato sulle contraddizioni del festival, mentre il momento di maggiore tensione dialettica, destinato a fare discutere sui social, si è verificato quando Laura Pausini, presentando l’esibizione dei vincitori, si è rivolta alla direttrice d’orchestra Carolina Bubbico chiamandola “maestro”. La diretta ha registrato la pronta e ferma correzione di Bubbico: “Chiamami maestra”, ha detto, rivendicando la declinazione al femminile del Titolo professionale. Un episodio che ha riacceso il dibattito sul linguaggio di genere in diretta televisiva.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.