Sanremo, ascolti in calo per la serata cover: vince Ditonellapiaga con TonyPitony
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, quella dedicata come da tradizione alle cover e ai duetti, ha regalato al pubblico dell’Ariston e a quello da casa una lunga carrellata di reinterpretazioni, alcune delle quali destinate a lasciare il segno, mentre altre, è doveroso annotarlo, sono scivolate via senza particolare infamia né lode. L’edizione condotta da Carlo Conti, affiancato per l’occasione da Laura Pausini e da una raggiante Bianca Balti, ha visto trionfare la coppia formata da Ditonellapiaga e TonyPitony, la cui versione di The Lady is a Tramp ha convinto la giunta della Sala Stampa, quella delle Radio e il pubblico del Televoto, pur senza incidere, lo ricordiamo, sulla classifica generale della gara.
Sul podio della serata sono saliti anche Sayf, che insieme ad Alex Britti e Mario Biondi ha proposto un Hit the Road Jack in piene vesti blues, e Arisa, la quale, accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma, ha offerto una interpretazione intensa di Quello che le donne non dicono, brano che fu di Fiorella Mannoia. Al di là del verdetto finale, ciò che ha maggiormente catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori, e non solo, è stato il dato relativo al pubblico da divano: la serata delle cover ha registrato una media di 10 milioni e 789mila spettari, equivalenti a uno share del 65.6%. Un risultato, questo, che segna un passo indietro piuttosto netto se paragonato ai 13,6 milioni dell’edizione 2025, quando la direzione artistica era sempre affidata a Conti.
Si tratta di un calo, quello certificato dai rilievi Auditel in regime di total audience, che prosegue un trend iniziato già con la prima serata di questa settantaseiesima edizione, e che pone piattaforme e televisione lineare di fronte a una riflessione non più rinviabile sull’evoluzione delle abitudini di consumo. Nonostante la flessione, la kermesse continua a rappresentare un appuntamento centrale per il servizio pubblico, capace di mobilitare un’utenza trasversale, seppur in contrazione. Tra i momenti più discussi della lunga notte dell’Ariston, va annoverata l’esibizione di Levante e Gaia, il cui bacio sul palco durante I maschi di Gianna Nannini non è stato inquadrato dalle telecamere, sollevando un coro di polemiche sui social e una pronta replica del regista, che ha parlato di tempistiche sbagliate piuttosto che di volontà censoria.
Le pagelle, tra conferme e qualche delusione
La vera essenza della quarta serata, d’altronde, risiede proprio nella varietà delle proposte e nelle pagelle che ne conseguono, capaci di accendere dibattiti ben oltre la proclamazione del vincitore. Se Ditonellapiaga e TonyPitony hanno convinto per la loro cifra stilistica da crooner anni Trenta e Quaranta, impreziosita da un richiamo al Quartetto Cetra, non sono mancate le esibizioni che hanno diviso la critica. Tra le più riuscite, molti osservatori hanno indicato l’energia trascinante dei Tredici Pietro, che hanno portato sul palco a sorpresa il padre Gianni Morandi per una toccante Vita, e la performance di Sal Da Vinci con Michele Zarrillo, la cui Cinque giorni ha strappato una standing ovation dalla sala stampa.
Sul fronte opposto, non sono arrivate le lune di miele sperate per Francesco Renga e Giusy Ferreri, la cui rilettura di Ragazzo solo, ragazza sola è apparsa sottotono a molti, così come quella di Leo Gassmann e Aiello, giudicata priva di mordente. La serata è stata anche l’occasione per rivedere sul palco volti noti del panorama musicale e non solo: da Cristina D’Avena, in un look che mescolava citazioni fetish con la corte di Versailles, a Francesca Fagnani, la quale, nel duettare con Fulminacci in Parole parole, ha confermato la sua cifra stilistica fatta di smoking e rigore.
Il look e gli ospiti sul palco dell'Ariston
Mentre la musica faceda da padrona, la moda, come sempre, illuminava le serate del Festival con il suo carico di eleganza e, talvolta, di eccessi. Bianca Balti, co-conduttrice della serata, ha scelto un abito haute couture di Valentino firmato Alessandro Michele, completato da preziosi gioielli Bulgari, bissando la sua presenza all’Ariston a distanza di un anno dalla coraggiosa uscita in cui si mostrò segnata dalla malattia. Laura Pausini, dal canto suo, ha affidato il suo guardaroba a Pierpaolo Piccioli per Balenciaga, sfoggiando molteplici cambi d’abito in pelle e tessuti pregiati, sempre impreziositi dalle creazioni della gioielleria romana.
Ospiti della serata, tra gli altri, Alessandro Siani, il cui intervento al leggio ha portato una ventata di comicità con la sua personale lettura del perché "Sanremo è Sanremo", e Francesco Gabbani, protagonista sul palco del Suzuki Stage. Momento di alto valore simbolico ed emotivo è stato il conferimento del premio alla carriera a Caterina Caselli, icona della musica leggera italiana, a sessant’anni esatti dalla sua esplosione con Nessuno mi può giudicare, un messaggio, quello della libertà dal giudizio, che conserva intatta la sua attualità.




