Opel pensa a un nuovo Suv elettrico, l’alleanza Stellantis-Leapmotor si fa concreta in Spagna
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Redazione Economia
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L’industria automobilistica europea, messa sotto pressione dalla concorrenza cinese e dalla necessità di rendere accessibile la mobilità elettrica, osserva con attenzione la mossa di Stellantis. Il gruppo, che controlla il marchio tedesco Opel, ha infatti manifestato l’intenzione di produrre un nuovo C-Suv elettrico destinato al mercato del Vecchio Continente. La scelta strategica, lungi dall’essere una semplice dichiarazione d’intenti, punta i riflettori sullo stabilimento spagnolo di Saragozza, dove questo modello – il primo atto concreto della partnership ampliata con la cinese Leapmotor – dovrebbe vedere la luce, sebbene i tempi tecnici prevedano un avvio della produzione non prima del 2028.
L’asse euro-cinese che accelera sulla produzione
Dietro l’annuncio di Opel si cela una logica industriale precisa che riguarda l’intero gruppo guidato da Antonio Filosa. Stellantis, ricorrendo a una formula che unisce la creatività europea all’efficienza produttiva asiatica, intende rafforzare la propria competitività nel segmento dei veicoli elettrici, dove la pressione dei costruttori cinesi continua a crescere in modo esponenziale. La novità, che rappresenta un’evoluzione dell’accordo siglato nell’ottobre 2023, prevede che il nuovo Suv firmato Opel (progettato e sviluppato a Rüsselsheim, in Germania) condivida la linea di montaggio e diverse componenti con il modello C-Suv B10 di Leapmotor, quest’ultimo già atteso nello stabilimento aragonese a partire dal secondo semestre del 2026.
Le scelte industriali: perché Saragozza e non Mirafiori
La mossa di Stellantis, se da un lato delinea un futuro industriale per i siti spagnoli di Figueruelas (Saragozza) e Villaverde (Madrid), dall’altro sembra allontanare definitivamente le speranze di un rilancio produttivo per lo storico stabilimento di Mirafiori attraverso questa alleanza. A Saragozza, dove vengono già assemblate Peugeot 208 e Lancia Ypsilon, si valuta l’aggiunta di una nuova linea dedicata; a Madrid, invece, la fabbrica è destinata a passare sotto il controllo della joint venture Leapmotor International (controllata al 51% da Stellantis), abbandonando la produzione della Citroën C4 per ospitare i futuri modelli del brand cinese destinati all’Europa, al Medio Oriente e all’Africa. Questa decisione, che garantirebbe la conformità ai rigorosi requisiti del “Made in Europe” per i velcoli del Dragone, dimostra come il gruppo miri a sfruttare l’ecosistema tecnologico di Leapmotor per abbassare drasticamente i costi, mantenendo però l’assemblaggio finale all’interno dei confini comunitari.
Tempi, modelli e la logica dell’accordo
L’operazione, ancora subordinata alla definizione degli accordi definitivi e alle consuete autorizzazioni, prevede tempistiche differenziate. Se il modello B10 della casa cinese potrebbe essere realtà già nel corso del prossimo anno, per il nuovo C-Suv elettrico di Opel bisognerà attendere almeno il 2028. Questo scarto temporale, come sottolineato dai vertici aziendali, è funzionale a permettere al modello tedesco di beneficiare appieno delle componenti e della filosofia di abbattimento dei costi resa disponibile dall’ecosistema Lpmi (Leapmotor International). L’obiettivo dichiarato, emerso anche durante le ultime comunicazioni ufficiali, non è solo quello di accelerare il time-to-market dei nuovi modelli, ma anche quello di sostenere l’occupazione e la localizzazione avanzata in Europa di veicoli elettrici accessibili. Nei giorni scorsi, mentre si solidificava questo asse, sono circolate indiscrezioni – non ancora confermate ufficialmente – secondo cui ulteriori dettagli su eventuali attività in altri mercati europei potrebbero emergere in occasione dell’Investor Day previsto per il 21 maggio a Detroit.




