Stellantis e Leapmotor, l’alleanza che cambia il volto dell’elettrico “europeo” parte dalla Spagna
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Redazione Economia
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C’è qualcosa di profondamente iconico, se non addirittura di epocale, nell’idea che un’Opel – marchio simbolo della vecchia guardia del Vecchio Continente – nasca sulla stessa linea di montaggio di una Leapmotor B10, proprio dove dal lontano 1982 sono stati prodotti oltre dieci milioni di esemplari della mitica Corsa. Non si tratta, però, di una semplice perdita di identità o di un cedimento culturale; al contrario, l’annuncio dell’8 maggio 2026 da parte di Stellantis e Zhejiang Leapmotor Technology sembra delineare quella che potrebbe essere l’unica via praticabile per salvare la produzione europea dall’onda d’urto dei costi. L’intesa, che affonda le radici nell’ottobre del 2023 quando il gruppo italofrancese acquisì circa il 21% del costruttore cinese, prevede ora un’accelerazione decisa: si parlerà meno di gigafactory in bilico (come quella di Termoli) e molto più di linee produttive ibride, dove la tecnologia cinese diventa il motore per rilanciare marchi storici come Opel.
La svolta industriale di Saragozza: un Opel “low cost” per il mercato di massa
Il cuore pulsante di questa espansione strategica batte nello stabilimento spagnolo di Figueruelas, a Saragozza, dove la multinazionale guidata da Antonio Filosa ha deciso di sovvertire le regole tradizionali del settore. L’obiettivo dichiarato, come si legge nei comunicati congiunti, è quello di creare una nuova linea dedicata a un SUV elettrico compatto firmato Opel (posizionato idealmente tra la Mokka e la Grandland), il quale debutterà sul mercato sfruttando la piattaforma tecnica – e soprattutto i componenti – della cinese Leapmotor B10. Si tratta di un modello, quest’ultimo, già disponibile anche in versione range extender con un motore 1.5 benzina utilizzato come generatore, una soluzione che in Europa fa ancora discutere ma che dimostra la flessibilità dell’alleanza.
La produzione di questo nuovo SUV, prevista per il 2028, non sarà un semplice “rebadge” dell’auto cinese; Opel assicura che il design, le regolazioni del telaio e le finiture interne porteranno la firma degli ingegneri di Rüsselsheim. Tuttavia, la vera rivoluzione sta nella logistica dei costi: grazie all’ecosistema di Leapmotor International (la joint venture controllata per il 51% da Stellantis), la casa di Rüsselsheim potrà accedere a batterie e componentistica a prezzi competitivi che da sola non potrebbe raggiungere, riducendo i tempi di sviluppo a meno di due anni. È un esperimento che fonde la solidità europea con l’aggressività cinese, e il tutto avverrà mentre accanto alla fabbrica sorge la mega-fabbrica di batterie di CATL, un gigante da 4,1 miliardi di investimento che alimenterà questi nuovi modelli.
Madrid e Villaverde: il futuro (salvato) dalla produzione dei modelli Leapmotor
Se Saragozza rappresenta l’offensiva sui volumi, la situazione nello stabilimento di Villaverde, a Madrid, tocca temi di sopravvivenza industriale ben più drammatici. Con la produzione della Citroën C4 destinata a chiudere i battenti, quello stesso sito rischiava di diventare un colabrodo occupazionale; invece, l’alleanza con Leapmotor lo trasforma in un avamposto logistico per i mercati europei e del Medio Oriente. Dal primo semestre del 2028, gli stabilimenti madrileni – la cui proprietà è in discussione per essere trasferita alla controllata spagnola della joint venture – assembleranno diversi modelli a marchio Leapmotor, rigorosamente nel rispetto dei nuovi requisiti “Made in Europe” che Bruxelles vorrebbe imporre per le sovvenzioni.
La mossa, nelle intenzioni dei vertici aziendali, non è solo difensiva. Assegnando a Madrid la produzione di auto cinesi destinate all’Occidente, Stellantis aggira di fatto le barriere doganali sulle importazioni dalla Cina, utilizzando il know-how europeo per rifinire veicoli che altrimenti arriverebbero già assemblati dall’Asia. Nei fatti, Antonio Filosa e il suo omologo Zhu Jiangming stanno ridisegnando la mappa dell’elettrico accessibile: più di 850 punti vendita e oltre 40mila consegne in Europa (solo nel 2025) hanno dato ragione a questa strategia combinatoria, che ora si fa pesante a livello industriale.
Sinergie negli acquisti: il vero vantaggio competitivo dell’alleanza
Al di là delle carrozzerie e dei marchi, il dettaglio più tecnico ma sostanziale dell’intesa riguarda il fronte degli acquisti. Le due società intendono espandere le iniziative di procurement congiunto attraverso Leapmotor International, sfruttando la formidabile scala produttiva del colosso cinese per spremere i costi dei fornitori. L’obiettivo, come ribadito nella nota ufficiale, è quello di potenziare la competitività dei prezzi dei BEV (Battery Electric Vehicles) in Europa, un mercato che soffre la pressione dei modelli low-cost.
Stellantis, insomma, punta a replicare in Spagna quello che già accade nei mercati emergenti: usare la filiera cinese per abbattere i prezzi finali. Questo approccio, che abbina la resilienza della supply chain europea al dinamismo di quella asiatica, permetterà di accelerare i tempi di lancio dei nuovi modelli. Se l’operazione riuscirà, il gruppo sarà in grado di offrire un’Opel elettrica a un prezzo vicino a quello di una Dacia, cosa impensabile solo fino a qualche mese fa con le vecchie piattaforme.




