Baden-Württemberg, i Verdi tengono: Cem Özdemir vince la sfida contro la Cdu di Merz
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il verdetto delle urne in Baden-Württemberg, primo e significativo banco di prova per il nuovo governo federale guidato da Friedrich Merz, consegna un verdetto chiaro nonostante la competitività dell'ultima fase della campagna elettorale. Le proiezioni diffuse da ARD e ZDF subito dopo la chiusura dei seggi, avvenuta nella serata di domenica 8 marzo, fotografano una situazione che ribalta le aspettative della vigilia, con i Verdi attestati intorno al 31,7-31,8 per cento e la Cdu ferma al 29,3-30,3 per cento. Si tratta di un risultato che, se confermato dallo spoglio definitivo, permetterà al candidato dei Grünen, Cem Özdemir, di raccogliere l’eredità di Winfried Kretschmann, il popolare governatore uscente che dopo quindici anni alla guida del Land ha deciso di ritirarsi dalla scena politica.
Il fattore Özdemir e la rimonta verde
La campagna elettorale era stata a lungo dominata dai cristiano-democratici, saldamente in testa nei sondaggi estivi e autunnali, ma negli ultimi giorni si era assistito a un progressivo recupero dei Verdi, culminato in un testa a testa che molti analisi attribuiscono alla figura del loro leader. Per Özdemir, nato nel Baden-Württemberg da genitori turchi e già ministro dell’Agricoltura nel governo Scholz, si profila la possibilità di diventare il primo presidente di origini turche nella storia della Repubblica Federale, un dato che assume un rilievo particolare nel panorama politico tedesco. I democristiani di Manuel Hagel, nonostante l’exploit personale del loro candidato che ha comunque portato la Cdu a recuperare il terreno perso nel 2021 – quando si fermò a un deludente 24,1 per cento –, non sono riusciti a scavalcare il partito ecologista. La Cdu, che aveva fatto della ripresa economica e del rilancio del settore automobilistico i cavalli di battaglia della sua piattaforma, paga forse l’elevata personalizzazione della sfida, vinta sul filo di lana da Özdemir, considerato dai suoi elettori, stando ai sondaggi di dimap, come il fattore decisivo per la loro scelta di voto.
L’avanzata dell’Afd e il crollo dei partiti di governo a Berlino
Se la sfida per il primato ha tenuto banco fino all’ultimo, un altro dato emerge con forza dalle proiezioni, ed è il consolidamento dell’Alternative für Deutschland, che quasi raddoppia i consensi rispetto alla tornata del 2021, assestandosi tra il 17,5 e il 17,9 per cento e piazzandosi come terza forza politica del Land. Un risultato che appare in controtendenza rispetto alla perdurante emarginazione politica che la AfD subisce a livello parlamentare, ma che dimostra la sua capacità di penetrare anche nel cuore industriale e manifatturiero dell’Ovest tedesco, intercettando probabilmente quel voto di protesta legato alla crisi energetica e alle trasformazioni del comparto automotive. All’opposto, il tracollo della Spd, data intorno al 5,4-5,5 per cento, rappresenta una batosta per i socialdemocratici, che si attestano su percentuali storicamente basse, pagando probabilmente l’usura del governo federale e la difficoltà di ritagliarsi uno spazio in una competizione dominata dai due poli principali. Sull’orlo del precipizio, con valori oscillanti intorno al 4,5 per cento, si trovano sia la Fdp che la Linke, entrambe a rischio di non raggiungere la soglia di sbarramento del cinque per cento. Per i liberali, in particolare, si tratterebbe di un terremoto politico, vista la tradizionale vocazione del Baden-Württemberg, culla del liberalismo tedesco del dopoguerra.
La nuova legge elettorale e l’affluenza alle urne
L’appuntamento elettorale nel Land del Sud-Ovest, il più popoloso tra quelli chiamati al voto quest’anno, è stato anche il primo banco di prova per le modifiche al sistema di voto introdotte a livello regionale. Oltre settanta milioni di cittadini, un numero record favorito anche dall’abbassamento dell’età per esercitare il diritto di voto a sedici e diciassette anni, sono stati chiamati a esprimere due preferenze, separando la scelta del candidato nel collegio da quella per la lista. Un meccanismo che sembra aver favorito una maggiore partecipazione, con un’affluenza stimata intorno al 69,5-71,5 per cento, in deciso aumento rispetto al 63,8 per cento della precedente consultazione. Le modifiche, volute per rendere il sistema più trasparente e rappresentativo, hanno inciso sulla distribuzione dei seggi, ma l’assetto che ne deriva, con una sostanziale tenuta dei Verdi e il ridimensionamento della Cdu, rappresenta un primo segnale per l’esecutivo Merz, che sperava in un vento diverso proveniente da Stoccarda.
Le dichiarazioni e la formazione del nuovo governo regionale
Mentre i vertici dei partiti nazionali scrutinano i numeri per trarre le prime indicazioni in vista dei prossimi appuntamenti elettorali dell’anno, in Baden-Württemberg l’attenzione si sposta immediatamente sulle trattative per la formazione del nuovo esecutivo. Lo stesso Özdemir, intervenuto a caldo, ha sottolineato come il risultato ottenuto rappresenti un mandato a proseguire sulla strada del buon governo, evocando la necessità di mettere il bene dello Stato al di sopra degli interessi di partito. Una frase che suona come un’apertura nei confronti dei democristiani, con i quali i Verdi hanno condiviso l’esperienza di governo negli ultimi dieci anni, prima con la Spd e poi, dal 2016, proprio con la Cdu. La geometria politica che emerge dalle urne, con una maggioranza certa solo per la coalizione uscente, rende di fatto obbligato il percorso che porta a un secondo mandato dell’alleanza tra Grünen e Cdu, sebbene con un diverso equilibrio di forze e con la Cdu costretta, per l’ennesima volta, a ricoprire il ruolo di junior partner. Le schermaglie dell’ultima settimana di campagna, che hanno visto i due schieramenti accusarsi reciprocamente di colpi bassi e di una gestione al vetriolo della contesa, non dovrebbero impedire il dialogo, ma rendono il clima politico per le prossime settimane più teso di quanto la sostanziale continuità programmatica potrebbe far supporre. Le proiezioni, se da un lato certificano la fine della rincorsa della Cdu, dall’altro disegnano uno scenario di stabilità per il Land, evitando il rischio di complicatissime coalizioni a tre, ma lasciano aperta la questione relativa alla capacità dei partiti tradizionali di arginare la crescente marea di consensi che raccoglie la AfD, la vera protagonista di questa tornata in termini di crescita.
description: I Verdi di Özdemir vincono di misura in Baden-Württemberg. Cdu seconda, AfD terza forza in forte ascesa. Socialdemocratici al minimo storico.




