Il voto in Baden-Württemberg consegna la vittoria ai Verdi, ma l’AfD vola e la Cdu del cancelliere Merz manca il sorpasso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel ricco Baden-Württemberg, cuore pulsante dell’industria automobilistica tedesca dove hanno sede colossi come Mercedes-Benz e Porsche, il responso delle urne per le elezioni regionali, le prime del cosiddetto Superwahljahr 2026, ha delineato uno scenario politico complesso e denso di significati, consegnando la vittoria di misura ai Verdi ma lanciando segnali preoccupanti per la tenuta della coalizione di governo a Berlino guidata dal cancelliere Friedrich Merz. Contro ogni pronostico della vigilia, che per mesi aveva visto la Cdu in netto vantaggio, spesso con un distacco stimato attorno ai dieci punti percentuali, i Verdi sono riusciti a compiere una rimonta straordinaria, attestandosi intorno al 30,3% delle preferenze e superando di appena mezzo punto, l’equivalente di poche migliaia di voti, i cristianodemocratici. Il vero trionfatore di questa competizione è senza dubbio Cem Özdemir, 60 anni, già ministro dell’Agricoltura nel governo Scholz, che non solo ha guidato il suo partito alla vittoria ma è destinato a diventare il primo presidente di origini turche nella storia di uno stato federato tedesco, raccogliendo l’eredità di Winfried Kretschmann dopo quindici anni di governatorato verde.

Per il cancelliere Merz, in carica da dieci mesi alla guida di una Große Koalition con i socialdemocratici, il risultato nel terzo Land più popoloso della Germania rappresenta una battuta d’arresto significativa, nonostante il partito abbia comunque guadagnato consensi rispetto al minimo storico del 2021, passando dal 24,1% all’attuale 29,7%. La Cdu, nonostante il recupero, non è riuscita nell’assalto finale, frenata forse anche dalle polemiche scaturite dalla riemersione di un video del 2018 in cui il suo candidato di punta, Manuel Hagel, pronunciava frasi considerate sessiste. Hagel, alla sua prima esperienza da sfidante, ha dovuto ammettere la sconfitta, parlando apertamente di una pillola amara da ingoiare nonostante l’incremento dei voti, in una regione che i conservatori avevano governato ininterrottamente per cinque decenni prima dell’avvento dei Verdi nel 2011. Tuttavia, a offuscare i festeggiamenti dei vincitori e a preoccupare l’establishment politico nazionale è la poderosa avanzata dell’Alternative für Deutschland, che ha quasi raddoppiato i propri consensi, balzando dal 9,7% al 18,8% e consolidando la sua posizione come terza forza del Land, e questo avviene in una regione dell’ovest, lontana dai tradizionali bacini orientali del partito.

Il crollo dei partiti di governo e il nuovo barometro politico

Se i Verdi esultano per la leadership riconfermata e l’AfD per l’onda d’urto provocata, il vero tonfo riguarda i partner della coalizione di Merz a Berlino, con i socialdemocratici della Spd precipitati a un minimo storico del 5,6%, percentuale che li pone pericolosamente al di sopra della soglia di sbarramento ma che fotografa una crisi d’identità profonda, pagata a caro prezzo in una regione industriale che un tempo rappresentava il loro cuore pulsante. I liberali della Fdp e la sinistra della Linke, con entrambi intorno al 4,4%, sono invece rimasti esclusi dal parlamento regionale, un segnale di frammentazione e di ridisegno degli equilibri che non può essere ignorato dal governo centrale. La campagna elettorale, del resto, è stata dominata dalle ansie per il futuro dell’automotive, con i lavoratori e gli imprenditori locali che guardano con preoccupazione alla transizione ecologica e alla concorrenza cinese, e questo malessere diffuso, che i partiti tradizionali non sono riusciti a intercettare, è stato sapientemente cavalcato dall’estrema destra, che si presenta come forza di protesta e di rottura anche in questa parte di Germania.

L’affluenza, attestatasi su un solido 69,9%, e la partecipazione per la prima volta dei giovanissimi di sedici e diciassette anni hanno premiato in particolare i Verdi e la stessa AfD, che tra gli under 24 si piazza come secondo partito più votato, un dato che lascia presagire un cambiamento generazionale negli orientamenti politici. Mentre a Stoccarda Özdemir tende la mano alla Cdu per rinnovare la coalizione uscente, parlando di una necessaria partnership alla pari per il bene della regione, a Berlino il cancelliere Merz ha dovuto presiedere una seduta straordinaria del suo gabinetto in un clima di evidente fibrillazione, con la Spd che, stremata da questo risultato, potrebbe iniziare a mettere in discussione la sua permanenza nell’esecutivo. Questo voto nel Baden-Württemberg, dunque, non rappresenta solo una pagina di storia regionale con l’elezione di un leader di origine turca, ma si configura come il primo, vero banco di prova per il governo Merz, che si prepara ad affrontare un anno elettorale ancora più impegnativo con le prossime consultazioni in Renania-Palatinato, Sassonia-Anhalt e Berlino.

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