La Germania scopre i franchi tiratori: Merz cancelliere ma solo al secondo scrutinio
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Redazione Esteri
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Che fatica, per Friedrich Merz, raggiungere la poltrona di cancelliere. L’investitura, arrivata solo dopo un secondo scrutinio al Bundestag, ha segnato una pagina inedita nella storia politica tedesca, abituata a decisioni rapide e larghe intese piuttosto che a incertezze. Mai era accaduto che un candidato, designato per guidare il governo, mancasse la maggioranza al primo voto per una manciata di preferenze. Un episodio che ha scosso l’immagine di stabilità della Germania, rivelando divisioni persino nella Cdu, dove non pochi – tra cui l’ex cancelliera Angela Merkel – guardano con diffidenza alla leadership di Merz.
Dall’Italia, le reazioni sono state diversificate. Giorgia Meloni ha inviato un messaggio istituzionale, formale ma essenziale, mentre Antonio Tajani non ha nascosto un entusiasmo più caloroso. Matteo Salvini, invece, ha preferito il silenzio. Un quadro che riflette le diverse sensibilità della maggioranza di governo verso un esito elettorale definito "thrilling", non solo per l’inusuale doppia votazione, ma anche per il sospetto che alcuni franchi tiratori abbiano voluto lanciare un segnale di protesta.
Merz, dal canto suo, ha cercato di chiudere la partita con ottimismo. «È stata una giornata onesta, e alla fine una buona giornata», ha dichiarato alla Bild, sottolineando la responsabilità che attende il suo esecutivo. «Renderemo possibile una Germania migliore». Parole che suonano come un tentativo di ricucire gli strappi, anche se il retrogusto amaro di un’elezione contrastata rimane.




