Germania, Merz smentisce: niente stato di emergenza sui migranti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Germania, da mesi alle prese con un dibattito sempre più acceso sulle politiche migratorie, sembrava pronta a un cambio di passo radicale. Secondo quanto riportato dalla Welt, il cancelliere Friedrich Merz avrebbe valutato la possibilità di dichiarare lo "stato di emergenza nazionale", invocando l’articolo 72 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente agli Stati membri di derogare agli accordi comunitari qualora la sicurezza interna o l’ordine pubblico siano minacciati. Una mossa che avrebbe permesso a Berlino di intensificare i controlli alle frontiere e respingere un numero maggiore di richiedenti asilo, compresi quelli non considerati "vulnerabili".

Giovedì pomeriggio, gli ambasciatori dei Paesi confinanti con la Germania si sono riuniti con il ministro degli Interni Alexander Dobrindt, esponente della Csu, per discutere le nuove misure in fase di elaborazione. Tra queste, un inasprimento dei respingimenti e una stretta sui flussi irregolari, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione sul sistema d’accoglienza. Tuttavia, poche ore dopo la diffusione della notizia, un portavoce del governo ha smentito categoricamente l’ipotesi di un’emergenza nazionale, definendo "infondate" le indiscrezioni circolate sulla stampa. Anche Bild e Stern hanno riportato la smentita, lasciando aperto il dibattito su quale sarà la reale strategia di Merz.

L’articolo 72, al centro delle speculazioni, rappresenta uno strumento eccezionale, che permette agli Stati di sospendere temporaneamente gli obblighi derivanti dal diritto Ue in materia di asilo, compreso il regolamento di Dublino. Se applicato, la Germania potrebbe rifiutarsi di riacogliere i migranti già registrati sul suo territorio e respingerli direttamente alle frontiere, senza attendere le valutazioni delle autorità competenti. Una prospettiva che, sebbene smentita, ha riaperto il confronto tra chi chiede maggiore rigidità e chi teme una deriva restrittiva.

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