Germania al voto: sfida tra Scholz e Merz, con l’ombra dell’Afd
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Redazione Esteri
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Domenica 23 febbraio, circa 60 milioni di cittadini tedeschi sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Bundestag, il parlamento federale che designerà il cancelliere e il governo. Un appuntamento cruciale, arrivato in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per fine anno, a causa di una crisi politica esplosa a novembre. Il cancelliere uscente, il socialdemocratico Olaf Scholz, aveva perso un voto di fiducia in Parlamento, portando il capo dello Stato a sciogliere l’assemblea il 27 dicembre. Scholz, che oggi si dichiara fiducioso nella vittoria, potrebbe però trovarsi alla fine della sua carriera politica, mentre Friedrich Merz, leader della CDU (Unione cristiano-democratica), sembra avvicinarsi alla cancelleria.
I sondaggi, infatti, danno la CDU in testa con circa il 30% dei consensi, un dato che lascia la SPD di Scholz ben distante. Merz, figura di spicco del centrodestra tedesco, ha costruito la sua carriera politica in contrapposizione alla linea di Angela Merkel, cercando di riportare il partito a un profilo più conservatore. La sua ascesa rappresenta una svolta significativa per la CDU, che dopo anni di leadership moderata punta a riconquistare il centro del potere.
Tuttavia, il quadro politico tedesco non si limita al duello tra CDU e SPD. L’Afd, il partito di estrema destra, potrebbe registrare un exploit, complici anche i sostegni provenienti da alcuni ambienti dell’amministrazione Trump. Un elemento che ha attirato l’attenzione internazionale è stato il post di Elon Musk, che nelle scorse ore ha condiviso le bandiere tedesche accompagnate da un invito a votare per l’Afd. Un gesto che, se da un lato ha fatto discutere, dall’altro sembra aver avuto un impatto limitato sull’opinione pubblica tedesca, ormai abituata a simili provocazioni.
La campagna elettorale si è svolta in un clima teso, con i partiti tradizionali impegnati a contrastare l’avanzata dell’Afd, che punta a capitalizzare il malcontento verso le politiche migratorie e la gestione economica. Scholz, dal canto suo, ha cercato di rilanciare la sua immagine puntando su temi come la transizione ecologica e la giustizia sociale, ma i numeri dei sondaggi suggeriscono che la SPD fatica a riconquistare la fiducia degli elettori.
Intanto, il sistema elettorale tedesco, che prevede un mix tra collegi uninominali e rappresentanza proporzionale, garantisce una composizione del Bundestag fedele alle preferenze degli elettori. Una volta eletti, i deputati dovranno formare una coalizione in grado di esprimere una maggioranza stabile, un processo che potrebbe richiedere settimane, se non mesi, di negoziati.




