Diamante europeo per due volte: la Stroke unit dell’Ospedale del Mare premiata per la cura dell’ictus

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La sanità napoletana può contare su un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, e questa volta i riflettori sono puntati sulla Stroke unit dell’Ospedale del Mare. La struttura, che opera sotto l’egida della ASL Napoli 1 Centro, si è vista assegnare il prestigioso livello Diamond nell’ambito degli Eso-Angels Awards per il terzo trimestre del 2025. Si tratta, per chi non avesse familiarità con i parametri della neurologia d’emergenza, del massimo riconoscimento conferito dall’European Stroke Organization (ESO) in collaborazione con l’Angels Initiative, un programma globale nato per premiare quei centri ospedalieri che riescono a coniugare tempestività e qualità nella gestione della fase acuta dell’ictus. Un traguardo, questo, che segue di pochi mesi un altro importante risultato, il livello Gold ottenuto nel primo trimestre dello stesso anno, a testimonianza di un percorso di miglioramento continuo e di una costante attenzione agli standard di cura.

A determinare l’assegnazione del riconoscimento, com’è prassi per questi programmi di audit internazionali, non sono soltanto le dichiarazioni di intenti ma un set di indicatori clinici estremamente rigorosi che vengono monitorati con cadenza trimestrale. Nel caso specifico del livello Diamond, gli operatori della Stroke unit, coordinati dalle équipe di Neurologia diretta da Mauro Idone e di Neuroradiologia guidata da Vincenzo D’Agostino, hanno dovuto dimostrare una padronanza assoluta dei protocolli, in particolare per quanto riguarda la riduzione dei tempi cosiddetti door-to-needle, ovvero l’intervallo che intercorre tra l’arrivo del paziente in ospedale e l’inizio della terapia trombolitica. Un lasso di tempo, quest’ultimo, che può fare la differenza tra la vita e la morte, o tra una disabilità grave e un recupero funzionale, se si considera che ogni minuto che passa senza un intervento adeguato comporta la perdita di milioni di neuroni. Non solo: il premio certifica l’aderenza alle linee guida europee, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e la qualità complessiva dell’assistenza offerta, elementi che collocano l’Ospedale del Mare tra le eccellenze del panorama continentale.

Il valore della rete e l’organizzazione h24

Dietro un riconoscimento di questa portata, però, non c’è soltanto l’abilità dei singoli specialisti, ma anche e soprattutto l’efficienza di una macchina organizzativa complessa che deve funzionare senza soluzione di continuità. All’Ospedale del Mare, come hanno tenuto a sottolineare i vertici aziendali, l’attività delle Unità operative complesse di Neurologia e Neuroradiologia Interventistica è garantita ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Una copertura h24, questa, che consente di accogliere e trattare pazienti provenienti non solo dal territorio comunale ma dall’intera provincia di Napoli, e che si rivela cruciale per rispondere a quella che è una vera e propria emergenza epidemiologica: in Italia si stimano ogni anno tra i 150mila e i 200mila nuovi casi di ictus, una patologia che rappresenta la terza causa di morte e la principale fonte di invalidità nel Paese. Il direttore sanitario Maria Corvino, nel commentare il risultato, ha parlato di orgoglio e soddisfazione, sottolineando come il premio confermi il ruolo strategico del presidio ospedaliero nella rete stroke regionale, facendone un modello di riferimento per l’organizzazione dell’emergenza-ictus in Campania.

Non è un caso, del resto, che l’European Stroke Organization e l’Angels Initiative premino proprio la capacità di fare sistema. Il percorso di cura di un paziente colpito da ictus ischemico, che rappresenta la forma più comune, richiede una sincronia perfetta tra i mezzi di soccorso, il personale del pronto soccorso, i radiologi, i neurologi e gli infermieri delle unità specializzate. Tutti devono remare nella stessa direzione per garantire che il paziente venga sottoposto a TAC il prima possibile e che, in caso di ostruzione di un vaso, si possa procedere con la trombolisi o, nei casi più gravi, con la trombectomia meccanica, una procedura che consente di rimuovere fisicamente il coagulo. Il direttore generale Gaetano Gubitosa, nel ringraziare l’intero personale coinvolto per l’impegno e la professionalità dimostrati, ha ribadito un concetto fondamentale: la tempestività e la qualità delle cure sono elementi imprescindibili per salvare vite umane e, laddove possibile, per ridurre quelle disabilità che spesso segnano in modo irreversibile l’esistenza dei pazienti e delle loro famiglie.

Un riconoscimento che guarda ai fatti

Il premio Diamond, che l’Ospedale del Mare ha ottenuto per il terzo trimestre del 2025, non è dunque un semplice trofeo da mettere in bacheca, ma la certificazione di un lavoro quotidiano che si basa su dati concreti e risultati misurabili. Un lavoro che richiede, come accade in tutte le strutture d’eccellenza, una formazione costante del personale e una revisione periodica dei protocolli interni, al fine di limare quei margini di miglioramento che possono ancora fare la differenza quando si ha a che fare con una patologia tempo-dipendente come l’ictus. In questo quadro, l’attività svolta dall’equipe napoletana si inserisce a pieno Titolo in quel circuito virtuoso che l’ESO e l’Angels Initiative cercano di promuovere a livello globale, premiando gli ospedalli che non si limitano a curare, ma che lo fanno seguendo i più alti standard qualitativi internazionali.

L’importanza del risultato, peraltro, assume una valenza ancora maggiore se si considera il contesto. In una regione come la Campania, dove i dati epidemiologici parlano di circa quattromilacinquecento ricoveri l’anno per ictus, poter disporre di un centro d’avanguardia come l’Ospedale del Mare significa garantire ai cittadini un’opportunità in più di ricevere cure adeguate senza dover ricorrere alla mobilità passiva verso altre regioni. Significa, in altre parole, rafforzare la rete territoriale e offrire una risposta tempestiva a un bisogno di salute che coinvolge migliaia di famiglie. Ed è proprio in quest’ottica di servizio che va letto il riconoscimento internazionale: come la fotografia di una realtà che, nonostante le difficoltà che talvolta attanagliano il sistema sanitario, riesce a ritagliarsi uno spazio di eccellenza nel panorama europeo, dimostrando che la competenza e la dedizione del personale possono fare davvero la differenza.

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