Il futuro dell’auto tra mille incertezze e il sorpasso silenzioso dell’elettrico usato in Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sembrava tutto scritto, quasi fosse un destino ineluttabile: l’auto elettrica avrebbe spazzato via il diesel in un lampo, per poi sbarazzarsi senza troppi complimenti anche del motore a benzina. E invece, a distanza di qualche anno da quelle previsioni tanto nette quanto, forse, affrettate, il quadro che emerge è ben più sfumato. Perché se da un lato l’industria continua a spingere verso un abitacolo sempre più digitalizzato – dove grandi schermi tattili divorano ogni interruttore fisico, e persino il volante abbandona la sua antica forma circolare per sagome talvolta futuristiche – dall’altro i guidatori europei sembrano aver preso una strada leggermente diversa rispetto a quella immaginata dai planner.

L’elettrico usato accelera, mentre i dubbi sul nuovo rimangono

Proprio quando molti davano per scontata una resistenza ostinata verso la trazione a batteria, arriva un’analisi annuale condotta da AUTO1.com, la principale piattaforma europea per le vetture usate all’ingrosso, a ridisegnare il perimetro della domanda. Il comportamento d’acquisto, stando a questa rilevazione, è in rapida trasformazione: il segmento dei veicoli elettrificati – che include le Bev (puramente elettriche), le Phev (ibride plug-in) e le Hev (ibride full) – ha registrato una crescita significativa nel mercato dell’usato. Un dato, quest’ultimo, che acquista ancora più peso se incrociato con una survey realizzata tra oltre 8.700 dealer partner all’inizio dell’anno, la quale conferma senza ombra di dubbio la tendenza.

Record di vendite nel 2025: gli europei cambiano passo

Gli automobilisti del Vecchio Continente, insomma, sembrano aver superato quella diffidenza che per anni ha frenato l’esplosione delle elettriche di seconda mano. Nel 2025, le vendite di auto Ev usate hanno toccato livelli record, e non si tratta di un fuoco di paglia. Lo studio annuale di AUTO1.com – che monitora i trend dei veicoli elettrificati su tutta la sua rete all’ingrosso – parla chiaro: la crescita è robusta e diffusa. E a sostegno di questa tesi c’è anche la percezione dei dealer, intervistati proprio all’inizio di quest’anno; l’aumento dell’interesse, per loro, è ormai un fatto concreto, non più una speranza.

Il prezzo dei carburanti spinge, ma il costo d’entrata resta l’ostacolo

A complicare – o forse, a seconda dei punti di vista, a favorire – il quadro generale c’è poi la variabile geopolitica. Il conflitto in Medio Oriente sta facendo impennare il prezzo dei carburanti in tutta Europa, e quest’onda lunga non ha risparmiato nemmeno l’Italia. Qui, dove l’elettrico ha storicamente fatto più fatica ad affermarsi rispetto ad altri mercati continentali, a marzo si è registrato un balzo delle immatricolazioni di Bev pari al 71,7% su base annua. Un numero impressionante, che pure non deve trarre in inganno: il vero nodo, quello che continua a tenere molti potenziali acquirenti alla finestra, rimane il prezzo di listino del nuovo. Ancora troppo alto, se paragonato a quello delle rivali a benzina, diesel o ibride tradizionali. Ecco perché, forse, molti stanno voltandosi verso l’usato: lì l’elettrico diventa accessibile, senza per questo rinunciare a quella tecnologia avanzata che promette cruscotti digitali, maniglie a scomparsa (quelle che escono solo grazie a un comando elettrico) e pneumatici intelligenti, ormai dotati di microchip nella mescola per leggere l’asfalto.

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