Mercato dell’auto a maggio, cresce ancora ma il motore è sempre elettrico (e cinese)

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mese di maggio consegna al mercato italiano dell’auto l’ennesima rilevazione in territorio positivo, sebbene con un’intensità lievemente attenuata rispetto ai picchi registrati nei mesi precedenti.

Le 150.096 nuove immatricolazioni, che corrispondono a un incremento del 7,6% rispetto alle 139.445 dello stesso mese del 2025, raccontano di una domanda che, pur tenace, inizia a mostrare i primi cedimenti strutturali.

A fornire la spinta decisiva – e a questo punto quasi fisiologica – ci pensa ancora una volta il canale dei privati, cresciuto del 15,5% con quasi 11. newsauto +3

000 targhe in più, un risultato che tuttavia appare pesantemente drogato dall’onda lunga degli incentivi governativi destinati alle vetture a batteria.

Basti pensare che, nonostante maggio 2026 abbia contato una giornata lavorativa in meno rispetto all’anno scorso (20 contro 21 giorni), i volumi sono aumentati di oltre diecimila unità, un paradosso statistico che trova la sua spiegazione nei numeri delle citycar elettriche a basso costo. giornaledellumbria +3

Leapmaster T03, il fenomeno cinese che ridisegna la classifica

Se si cerca il vero protagonista di questa fotografia di mercato, non lo si trova più tra i tradizionali costruttori europei. Il brand cinese Leapmotor, importato in Italia grazie alla joint venture con Stellantis, ha letteralmente monopolizzato il segmento delle elettriche pure.

La T03, citycar dalle dimensioni compatte, ha fatto segnare a maggio un nuovo record con 4.250 unità consegnate ai clienti, un risultato che diventa ancora più impressionante se rapportato al contesto: su un totale di 13.305 auto elettriche immatricolate nel mese, Leapmotor ne ha piazzate complessivamente 4. giornaledellumbria +3

765 (sommandovi le 262 della B10), coprendo così pi\u00f9 di un terzo dell’intero mercato BEV. A inizio giugno, il costruttore aveva già superato quota 20.000 immatricolazioni dall’inizio dell’anno, un exploit che lo ha proiettato al quinto posto assoluto nel canale dei privati, dove raggiunge una quota del 5,7%. borsaitaliana +3

Non è solo Leapmotor, però, a dettare legge. BYD, altro gigante asiatico, continua la sua marcia di avvicinamento alle posizioni nobili della classifica generale. A maggio il marchio cinese ha immatricolato 6.044 vetture, conquistando una quota del 4% e issandosi al nono posto nella top ten assoluta, grazie a una crescita del 209,2% rispetto all’anno scorso. borsaitaliana +3

Nel comparto delle plug-in hybrid, che a maggio ha raggiunto una quota del 10,2%, BYD è addirittura primo con il 31,8%, confermando come la tecnologia ibrida ricaricabile rappresenti un ponte fondamentale per la penetrazione commerciale dei marchi orientali in attesa che l’infrastruttura di ricarica (lenta e inadeguata) si adegui ai bisogni degli automobilisti. repubblica +3

Il vento dell’Est gonfia le vele di Stellantis

Se c’è un gruppo che beneficia direttamente di questa invasione pacifica, quello è proprio Stellantis. Attraverso la sua rete distributiva, il colosso italo-francese riesce a cavalcare l’onda cinese senza esserne travolto.

Le elaborazioni Dataforce indicano che Stellantis ha registrato a maggio 43.426 immatricolazioni, con una crescita del 9,9% – superiore quindi alla media del mercato – che le ha permesso di mantenere una quota stabile attorno al 28,9%. Fiat, nello specifico, resta il marchio più venduto con 15. corriere +3

171 unità (quota 10,1%), grazie al traino della Panda (o Pandina) ibrida che ha totalizzato 8.977 targhe, ma è nel settore elettrico che si gioca la partita più interessante. La capacità di Stellantis di portare in Italia marchi come Leapmotor, aggirando le barriere tariffarie e sfruttando la propria logistica, le consente di mantenere un peso specifico industriale non indifferente, anche mentre i costruttori tradizionali tedeschi e francesi perdono colpi per strada. repubblica +3

Lo scenario, tuttavia, non è privo di nubi all’orizzonte per gli operatori del settore. L’Unrae, pur accogliendo con favore lo sblocco del cosiddetto ‘DPCM Automotive’ da parte del governo, ha già spento qualsiasi illusione riguardo a un prossimo ritorno degli ecobonus per i privati. agenziagiornalisticaopinione +3

Le risorse, ammontanti a circa 1,343 miliardi di euro (ridotti rispetto ai precedenti 1,6 per finanziare le misure contro il caro carburanti), saranno destinate per il 70% alla filiera industriale e solo per il restante 30% a sostenere la domanda, con un focus esclusivo sui veicoli commerciali leggeri e sul noleggio sociale a determinate fasce ISEE. borsaitaliana +3

Si attende ora la convocazione del Tavolo Automotive fissato per il 14 luglio al Mimit, un appuntamento cruciale per capire se le misure di sostegno agli investimenti troveranno una rapida attuazione o se, come spesso accade, il settore rimarrà in attesa di decreti attuativi che tardano ad arrivare. newsauto +3

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