La rimonta di Bartunkova spegne l’entusiasmo di Grant. La wild card non approfitta del ripescaggio della ceca

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il secondo turno del WTA 1000 di Roma 2026 ha segnato la fine del percorso solitario della giovane Tyra Caterina Grant. La diciottenne italoamericana, che aveva acceso gli entusiasmi del pubblico capitolino grazie a una wild card ottenuta per il main draw, è stata costretta ad alzare bandiera bianca dopo una battaglia di durata – ben 2 ore e 16 minuti – conclusasi con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-4 a favore della ceca Nikola Bartunkova. Quest’ultima, giova ricordarlo, non era inizialmente nemmeno in tabellone: approfittando del forfait all’ultimo minuto della canadese Victoria Mboko, la classe 2006 di Praga si è presentata al Foro Italico con il ruolo di “lucky loser”, riuscendo a trasformare una situazione sfavorevole nella più grande vittoria della sua giovane carriera sulla terra rossa. L’incontro, giocato su ritmi altissimi e caratterizzato da una sostanziale parità tecnica, è scivolato via punto dopo punto, con la giocatrice di casa che ha pagato a caro prezzo alcuni cali di concentrazione nei frangenti decisivi.

Il vantaggio iniziale e il crollo nel secondo set

L’avvio della partita sembrava presagire una serata diversa per la tennista vigevanese. Di fronte a una Bartunkova apparsa subito nervosa e fallosa al servizio – fattore che le costerà due doppi falli decisivi nel settimo game – Grant ha saputo sfruttare la prima palla break utile del match, issandosi sul 4-3 e tenendo a zero la battuta successiva per chiudere il parziale 6-4 dopo 45 minuti di gioco. Tuttavia, la musica è cambiata radicalmente nell’aprirsi del secondo set. Se inizialmente sembrava che l’inerzia potesse premiare ancora l’azzurra – pronta a strappare subito il servizio all’avversaria – la reazione della ceca è stata fulminea e spietata. Bartunkova ha operato il contro-break immediato, trovando poi un parziale di 12 punti a 3 che le ha permesso di scappare sul 5. In quel frangente, il rovescio di Grant ha perso consistenza, mentre la sua contendente aumentava il peso dei colpi da fondo campo, imponendosi infine per 6-3 e portando il match alla parità.

Il terzo set e il game da incubo sul 4-4

Il set decisivo ha riassunto in sé la natura altalenante del talento della numero 234 del mondo. Ancora una volta, Grant è partita in salita perdendo la battuta a zero nel game inaugurale, complice un paio di gratuiti e la pressione esercitata dalla risposta profonda di Bartunkova. La reazione d’orgoglio non si è fatta attendere: l’azzurra ha recuperato lo svantaggio nel quarto gioco, firmando il contro break che riportava il tabellone in equilibrio (2-2), e anzi, trovandosi avanti 3-2 grazie alla solidità nei turni di servizio successivi. Il momento cruciale è arrivato sul punteggio di 4. Lì, dove le campionesse si esaltano e le giovani si perdono, Grant si è trovata a condurre 40-15 nel proprio turno di battuta. A un passo dal 5-4, ha però assistito – impotente – al crollo del suo gioco. Un rovescio fuori misura e un doppio fallo sanguinoso hanno spalancato le porte a Bartunkova, che ha convertito al volo l’opportunità di break portandosi a servire per il match. Al primo match point a disposizione, la ceca ha chiuso i conti, lasciando Grant con il rimpianto di una vittoria sfumata tra le dita.

L’analisi a freddo di una sconfitta che pesa

Al termine della contesa, la stessa Tyra Grant ha provato a mettere nero su bianco le sensazioni di un ko che brucia più di altri. Nel corso della conferenza stampa post-match, l’azzurra ha sottolineato come l’intera partita si sia giocata su un numero ristretto di punti chiave, spartiacque tra una possibile ascesa agli ottavi e l’eliminazione precoce. Nonostante l’esperienza acerba – parliamo di una giocatrice nata nel 2008 – la sua lettura del confronto è apparsa lucida: in un match così equilibrato, dove entrambe hanno espresso un tennis offensivo e aggressivo, sono stati gli episodi (come il doppio fallo sul 4-4 nel terzo set) a decidere l’esito finale. Per Bartunkova, che al prossimo turno affronterà la temibile Madison Keys, si tratta di una vittoria di peso e di un ripescaggio fruttuoso. Per Grant, invece, resta la consapevolezza di aver retto il confronto fisico con un’avversaria più avanti nel ranking, ma anche la necessità di metabolizzare quella fragilità mentale che, a certi livelli di WTA 1000, diventa un lusso che nessuna wild card può permettersi.

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