Elkann: «Senza Stellantis l'auto italiana sarebbe scomparsa»
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Redazione Economia
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John Elkann, presidente di Stellantis, ha difeso il ruolo del gruppo nel panorama automobilistico italiano durante un’audizione tenutasi nelle Commissioni riunite Attività produttive di Camera e Senato. Senza giri di parole, Elkann ha affermato che, senza l’intervento di Stellantis, l’industria automobilistica italiana avrebbe rischiato di scomparire, sottolineando come il gruppo abbia ricevuto 19 miliardi di aiuti pubblici in 25 anni. Un dato che, se da un lato evidenzia il sostegno statale, dall’altro solleva interrogativi sulla sostenibilità del settore in assenza di un player di tale portata.
L’audizione, tuttavia, non ha fornito rassicurazioni concrete ai lavoratori del gruppo, né ha aggiunto dettagli significativi rispetto a quanto già annunciato lo scorso dicembre durante l’incontro al Ministero dell’Industria e del Made in Italy. Elkann ha evitato di prendere impegni precisi sui volumi di produzione, argomentando che «è molto difficile prevedere quanto produci perché non sai quanto vendi». Una posizione che, seppur pragmatica, ha lasciato spazio a critiche e dubbi da parte dei rappresentanti politici presenti.
Tra questi, spicca l’intervento di Chiara Appendino, esponente del Movimento 5 Stelle, che ha espresso scetticismo sulle dichiarazioni di Elkann: «Purtroppo è difficile credere alle sue parole», ha dichiarato, prima di sollevare una questione spinosa, chiedendo se il gruppo stia valutando di convertire parte della produzione a favore dell’industria bellica. Una domanda che, sebbene non abbia trovato risposta diretta, ha acceso ulteriormente il dibattito sul futuro di Stellantis e sul suo ruolo nel contesto nazionale.
Nel frattempo, Elkann ha incontrato anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, a Palazzo Madama. Un colloquio formale, avvenuto lo stesso giorno dell’audizione, che ha ribadito l’importanza strategica del gruppo per l’economia italiana. La Russa, da parte sua, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, ma l’incontro sembra confermare il peso politico dell’azienda nel dibattito nazionale.
Le critiche, tuttavia, non sono mancate. La Lega, in particolare, ha espresso forti riserve sulle parole di Elkann, accusando il gruppo di non fare abbastanza per garantire la stabilità occupazionale e produttiva in Italia. Elkann, dal canto suo, ha ribadito l’impegno di Stellantis nel Paese, auspicando che il dibattito sui fondi pubblici ricevuti non diventi più «motivo di scontro». Una posizione che, sebbene diplomatica, non sembra aver placato le tensioni.




