Elkann e Stellantis: un bilancio tra orgoglio e polemiche
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Redazione Economia
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John Elkann, presidente di Stellantis, ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia per il gruppo automobilistico durante un’audizione in Parlamento, sottolineando come il Paese rappresenti un pilastro strategico per il futuro dell’azienda. «Sono molto orgoglioso», ha esordito Elkann, ricordando che meno dell’1% delle aziende fondate all’inizio del Novecento è ancora in attività. Un dato che, se da un lato evidenzia la longevità del gruppo, dall’altro riporta alla memoria gli anni bui del 2004, quando molti consideravano la Fiat un’azienda destinata al fallimento o addirittura da nazionalizzare. «Nonostante la situazione drammatica», ha proseguito Elkann, «la mia famiglia ha scelto di investire nuove risorse, assumendosi la responsabilità di difendere non solo l’azienda ma anche chi ci lavorava».
Elkann ha poi espresso la speranza che il bilancio “dare/avere” tra Stellantis e l’Italia cessi di essere un tema divisivo, trasformandosi invece in un’opportunità per costruire un percorso virtuoso. Un messaggio che, se da una parte mira a rassicurare sul ruolo dell’azienda nel tessuto industriale italiano, dall’altra non ha mancato di sollevare polemiche. Carlo Calenda, leader di Azione, ha definito «vomitevole» il grado di «genuflessione» mostrato dal Parlamento nei confronti di Elkann, criticando apertamente l’atteggiamento di alcuni politici che, secondo lui, avrebbero addirittura chiesto selfie all’erede Agnelli. «Fai bene a prendere per il culo l’Italia», ha ironizzato Calenda, aggiungendo che Elkann sarebbe venuto in Parlamento «per sentirsi dire quanto è bravo».
Le critiche non si sono limitate alle parole di Calenda. La Lega ha accusato Elkann di presentarsi come il salvatore dell’auto italiana, tacendo però sugli aiuti pubblici ricevuti, sulla cassa integrazione e sulle delocalizzazioni che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. «È una presa in giro», ha dichiarato un esponente del partito, chiedendo che Stellantis restituisca i miliardi di euro incassati grazie al sostegno statale.
Elkann, dal canto suo, ha ammesso che il 2025 sarà un anno difficile per il gruppo, pur esprimendo cauta ottimismo per il futuro. Tra le speranze di ripresa c’è il lancio della 500 ibrida, previsto per il prossimo anno, che potrebbe dare una spinta al mercato. Tuttavia, il presidente di Stellantis non ha nascosto le sfide poste dai concorrenti cinesi, riconoscendo che «hanno molto da insegnare» soprattutto nel campo dell’elettrico.




