Robot in cantiere e in casa, la rivoluzione umanoide è già in atto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ciò che fino a poco tempo fa apparteneva al regno della fantascienza si sta rapidamente materializzando in prototipi funzionanti, grazie a un progresso senza precedenti nell’intelligenza artificiale e nella sensoristica. La frontiera si sposta dall’assistenza domestica ai luoghi di lavoro più pericolosi, come dimostra il caso italiano di H.E.R.O., il primo umanoide brevettato concepito specificamente per operare in sicurezza nei cantieri stradali. La sua presentazione ufficiale è avvenuta a Milano, durante un evento dedicato alle medie e piccole imprese, segnalando un interesse che travalica la mera sperimentazione per abbracciare una concreta applicazione industriale. Se i robot umanoidi, infatti, non sono ancora pronti a tenere compagnia nei salotti, progetti come questo indicano una strada precisa: affiancare l’uomo, o sostituirlo, nelle situazioni ad alto rischio, dove il costo degli errori è misurato in vite umane.

Un operaiometallico per le strade a rischio

La cronaca, purtroppo, fornisce un macabro contraltare alla necessità di soluzioni come H.E.R.O. Contare le vittime del lavoro sulle strade è un compito angosciante; i dati, seppur parziali, restituiscono un quadro allarmante. Solo lo scorso anno, l’Inail ha registrato oltre un migliaio di morti sul lavoro, di cui una parte significativa – 156 – nel vasto settore delle costruzioni, che comprende anche la manutenzione stradale. L’episodio più recente, che ha visto un operaio perdere la vita e un altro rimanere gravemente ferito sull’autostrada A31, investiti da un tir, non è che l’ultimo, tragico esempio di un’emergenza che sembra non placarsi. È in questo contesto che l’umanoide sviluppato da Edil San Felice, società benefit quotata su Euronext Growth Milan, prova a inserirsi. Dotato di intelligenza artificiale e sensori avanzati, il robot è progettato per gestire in autonomia la segnaletica, i coni di delimitazione e altri materiali, mantenendo gli operatori umani a distanza di sicurezza dal traffico veicolare.

Dalle linee di montaggio alle faccende domestiche

Il panorama, però, non si limita agli ambienti esterni e pericolosi. Parallelamente, altri modelli stanno trovando spazio in contesti completamente diversi, aprendo scenari inediti per la vita quotidiana. Figure 02, ad esempio, è già al lavoro su una catena di montaggio della Bmw, dimostrando una destrezza e un’affidabilità che ne fanno un candidato ideale per compiti ripetitivi e di precisione. I suoi sviluppatori, tuttavia, guardano già oltre la fabbrica, immaginandolo in un futuro prossimo come un assistente domestico capace di svuotare la lavastoviglie o piegare il bucato. Una transizione, questa, che appare meno remota di quanto si possa pensare, dato che le competenze richieste in un ambiente industriale strutturato sono spesso trasferibili, con gli opportuni adattamenti, in una cucina o in una lavanderia.

La sfida della compagnia e dell'interazione

Accanto ai robot operai, infine, continuano a evolversi quelli progettati per la relazione e l’assistenza personale. iCub, il robot-bambino sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, rappresenta da anni un banco di prova per lo studio dell’interazione uomo-macchina e dell’apprendimento automatico. La sua forma antropomorfa e le sue capacità cognitive sono orientate a un obiettivo di lungo periodo: fornire compagnia e supporto, specialmente in contesti dove la solitudine o la necessità di aiuto sono più acute. Questa diversificazione degli impieghi – dal cantiere stradale alla casa, passando per la fabbrica e l’assistenza – delinea un futuro in cui la presenza degli umanoidi potrebbe diventare ordinaria, ciascuno specializzato in un compito ben preciso, ma tutti accomunati dalla capacità di sollevare l’uomo dalle fatiche più estreme, noiose o rischiose.

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