Alla BMW di Lipsia arriva Aeon, il robot umanoide che lavora in fabbrica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Alle porte di Lipsia, nello stabilimento BMW che da anni rappresenta un avamposto dell'innovazione per il gruppo tedesco, l’assemblaggio delle vetture e dei loro componenti cruciali come le batterie ad alta tensione vede ora all’opera una nuova tipologia di forza lavoro. Non più soltanto bracci meccanici programmati per saldature o movimentazioni ripetitive, ma un robot dal Corpo ispirato a quello umano: si chiama Aeon, è alto un metro e sessantacinque, pesa sessanta chili e si sposta agilmente su due ruote, ed è stato ufficialmente introdotto nelle linee produttive europee dalla casa dell’Elica. Si tratta della prima applicazione in Europa del concetto di Physical AI, quella frontiera tecnologica che fonde l’intelligenza artificiale con macchine in grado di interagire fisicamente con l’ambiente e di eseguire compiti complessi, adattandosi a contesti dinamici come quelli di una catena di montaggio.
La scelta del sito di Lipsia, tra i più diversificati e complessi della rete produttiva BMW, non è casuale: è qui che si producono modelli con diverse architetture di propulsione e qui che si è deciso di testare l’affidabilità di questi nuovi operatori in condizioni reali. Aeon, sviluppato dall’azienda zurighese Hexagon Robotics, non è un automa progettato per un singolo gesto, ma una piattaforma versatile alla quale, grazie a una struttura antropomorfa, possono essere applicati diversi utensili. Pinze, sistemi di presa, scanner e strumenti di avvitamento gli permettono di afferrare componenti, manipolarli con precisione millimetrica e assemblarli, mentre i suoi sensori – una sorta di occhi elettronici – scansionano l’ambiente circostante per orientarsi e riconoscere codici e pezzi da lavorare. Il progetto, che ha già superato una prima fase di test in laboratorio e un primo impiego di prova nello scorso dicembre, entrerà nel vivo a partire dall’estate del 2026, quando un numero limitato di queste unità verrà integrato a pieno regime nei flussi produttivi ordinari.
L’iniziativa europea si basa sull’esperienza maturata Oltreoceano, dove nello stabilimento BMW di Spartanburg, in South Carolina, un progetto pilota con robot della Figure AI ha dato risultati incoraggianti. Per dieci mesi, due unità hanno lavorato a fianco degli operai sulla linea della BMW X3, con turni di dieci ore giornaliere per cinque giorni alla settimana: hanno movimentato oltre novantamila componenti in lamiera, liberando il personale umano da un compito usurante e ripetitivo come l’alimentazione delle presse per saldatura. La casa bavarese, attraverso la voce dei suoi responsabili, ha più volte sottolineato come l’obiettivo di questa transizione tecnologica non risieda nella sostituzione dell’uomo, ma nell’affidare alla macchina i lavori ergonomicamente più gravosi, quelli che richiedono maggiori sforzi fisici o che espongono a rischi, migliorando così la sicurezza e la qualità della vita in fabbrica.




