Trump e Zelensky parlano di pace con Putin: i dettagli della telefonata
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha definito «molto positiva» la telefonata avuta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, avvenuta il 19 marzo, durante la quale i due leader hanno discusso di una possibile roadmap per raggiungere una «pace durevole» tra Ucraina e Russia. La conversazione, che segue un lungo colloquio tra Trump e Vladimir Putin il giorno precedente, sembra aver gettato le basi per un allineamento delle posizioni tra Kiev e Mosca, almeno su alcuni punti chiave.
«Gran parte della conversazione è servita per allineare sia la Russia che l'Ucraina in termini di richieste e necessità», ha dichiarato Trump, sottolineando come le discussioni siano «sulla buona strada». Tra gli accordi raggiunti, spicca la decisione di Zelensky di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe, una mossa che potrebbe favorire l’avvio di una tregua di 30 giorni. Bloomberg ha riferito che il presidente ucraino avrebbe comunicato la scelta direttamente a Trump, aggiungendo che entrambe le parti intendono lavorare per estendere ulteriormente il cessate il fuoco.
Intanto, Mosca ha annunciato uno scambio di 175 prigionieri con Kiev, un gesto che sembra aprire spiragli di dialogo dopo mesi di tensioni. Tuttavia, non mancano le voci critiche. Fiona Hill, ex consigliera di Trump e direttrice per l’Europa nel Consiglio per la sicurezza nazionale durante il primo mandato del presidente americano, ha commentato la situazione con toni duri. «Putin ha vinto», ha affermato Hill in un’intervista a Repubblica, sostenendo che il leader russo abbia ottenuto ciò che voleva attraverso un negoziato personale che ha bypassato le istituzioni europee. «Il sistema di sicurezza nato dalla Prima e dalla Seconda Guerra Mondiale è finito», ha aggiunto, lasciando intendere che la diplomazia tradizionale sia stata sostituita da accordi bilaterali che rischiano di marginalizzare il ruolo dell’Europa.
La telefonata tra Trump e Zelensky arriva in un momento cruciale per la difesa europea, con la presentazione del Libro bianco e il vertice dei leader Ue in programma nei giorni successivi. Mentre Kiev ribadisce di non voler fare concessioni sugli aiuti internazionali, la parziale «fumata bianca» tra Washington e Mosca lascia intravedere una possibile via d’uscita dal conflitto, seppur ancora incerta.




