L'eclissi di sole del 12 agosto 2026, tra spettacolo e pericolo: come vederla in sicurezza

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mercoledì 12 agosto 2026 il cielo europeo offrirà uno degli eventi astronomici più attesi dell'anno, l'eclissi solare totale che per la prima volta dal 1999 renderà nuovamente visibile il fenomeno nella sua completezza dal continente, se si escludono le eclissi del 2006 e del 2015 che avevano interessato solo aree marginali e di difficile accesso.

Il fenomeno, che si verificherà nel tardo pomeriggio, attraverserà una fascia che dalla Russia artica si estende fino alla Groenlandia, lambisce l'Islanda occidentale e il Portogallo, per concludere il suo percorso in un'ampia porzione della Spagna, dove la totalità durerà circa un minuto e dove si registrerà la prima eclissi totale visibile dalla terraferma spagnola da più di un secolo, ovvero dal lontano 1912.

In Italia, purtroppo, l'eclissi sarà osservabile soltanto in forma parziale, con percentuali di oscuramento del disco solare che supereranno il 90% nelle regioni settentrionali e occidentali, mentre nel Centro-Sud la copertura sarà progressivamente minore, e la bassa altezza del Sole sull'orizzonte, con il fenomeno che inizierà intorno alle 19:30, farà sì che la fase finale sia visibile quasi esclusivamente dal Nord Italia.

L'eclissi in Italia e i tempi di osservazione a Roma

Per gli appassionati che si troveranno nella Capitale, lo spettacolo inizierà alle 19:32 quando la Luna inizierà a sovrapporsi al disco solare, con il momento di massima eclissi previsto intorno alle 20:06, quando verrà oscurato quasi il 58% del Sole, anche se il tramonto sopraggiungerà proprio in quegli istanti e i romani potranno quindi godere solo della parte iniziale del fenomeno, che si ripresenterà in forma simile il 2 agosto 2027.

Per osservare il fenomeno dalla Capitale, i punti più suggestivi includono il Gianicolo, Monte Mario, il Giardino degli Aranci e il litorale romano, tutti luoghi da cui sarà possibile ammirare il Sole che, poco prima di scomparire dietro l'orizzonte, si trasformerà in una sottile mezzaluna luminosa.

L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), in collaborazione con l'Unione Astrofili Italiani (UAI) e l'Associazione dei Planetari Italiani (PlanIt), organizzerà una diretta streaming a partire dalle 19:30 sul canale YouTube di EduINAF e sulle pagine Facebook delle due associazioni, offrendo così l'opportunità di seguire l'evento anche a chi non avesse la possibilità di osservarlo direttamente o si trovasse in zone meno favorite.

La scienza e la ricerca durante l'eclissi

L'evento del 12 agosto non rappresenta soltanto uno spettacolo per gli appassionati, ma anche un'importante occasione per la comunità scientifica internazionale, che ha organizzato una serie di esperimenti e campagne osservative lungo la fascia di totalità. Due squadre di volontari della DEB Initiative, la Dynamic Eclipse Broadcast Initiative, saranno dislocate in due località spagnole, León e Valoria la Buena, dove utilizzeranno configurazioni portatili standardizzate composte da telescopio, montatura, fotocamera e computer, per un valore di circa 1.800 dollari cadauna, con l'obiettivo di raccogliere immagini e dati sulla corona solare che verranno trasmessi quasi in tempo reale alla NASA e integrati nelle dirette dell'agenzia spaziale statunitense.

Questo modello, già sperimentato su larga scala durante l'eclissi nordamericana del 2024 con oltre 80 squadre distribuite lungo la fascia di totalità, ha dimostrato come una rete distribuita di piccoli telescopi possa trasformare i pochi minuti di totalità in una sequenza continua di dati, contribuendo a superare eventuali problemi tecnici o condizioni meteorologiche avverse che potrebbero compromettere le osservazioni da un singolo sito.

La campagna spagnola fungerà inoltre da prova generale per l'eclissi del 2027, che attraverserà il Nord Africa e offrirà una totalità massima di 6 minuti e 23 secondi, la più lunga del XXI secolo fino a quel momento, e per la quale i responsabili stanno valutando lo schieramento di 27 squadre con postazioni ridondanti lungo il percorso dell'ombra.

Oltre alla DEB Initiative, anche l'INAF sarà presente in Spagna con diversi gruppi di ricerca: il team guidato da Federico Landini, della sede di Torino, opererà presso l'Osservatorio Astrofisico di Javalambre per testare sul campo un nuovo prototipo di spettrografo progettato per osservare la corona solare, la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, mentre circa 2.000 chilometri più a nord i ricercatori Lucia Abbo e Gerardo Capobianco, anch'essi dell'INAF di Torino, parteciperanno a un esperimento per studiare il campo magnetico della corona solare a bordo di uno speciale volo militare dell'Aeronautica irlandese.

L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) trasmetterà l'evento in diretta dall'Osservatorio di Javalambre e celebrerà l'eclissi a León, con due telescopi spaziali europei puntati sulla corona solare, mentre ricercatori statunitensi lanceranno palloni aerostatici dalla Spagna e dall'Islanda per studiare i cambiamenti atmosferici durante la breve notte lunare.

Come osservare l'eclissi in sicurezza: le raccomandazioni del Ministero della Salute

Nonostante la spettacolarità dell'evento, l'osservazione diretta del Sole durante un'eclissi comporta rischi potenziali per la vista che non devono essere sottovalutati, e il Ministero della Salute ha pubblicato specifiche raccomandazioni elaborate dalla Commissione per la prevenzione della cecità e dell'ipovisione, con il contributo dei ricercatori dell'IRCCS Fondazione Bietti, unico istituto italiano interamente dedicato all'oftalmologia.

Monica Varano, direttrice scientifica della Fondazione Bietti, ha ricordato che, nonostante la frapposizione della Luna tra Sole e Terra crei un cono d'ombra, la potenza dei raggi solari non diminuisce e l'esposizione senza protezione può causare la cosiddetta "cecità da eclissi", o retinopatia solare, danni che possono essere temporanei o permanenti e che, non provocando dolore, potrebbero manifestarsi solo a distanza di ore o giorni dall'osservazione.

L'unico modo sicuro per osservare il fenomeno è utilizzare occhiali per eclissi certificati secondo la norma ISO 12312-2, che devono essere indossati prima di alzare lo sguardo verso il Sole e mantenuti per tutta la durata dell'osservazione, mentre non sono sufficienti i comuni occhiali da sole, neppure se sovrapposti, né i vetri affumicati, le pellicole radiografiche, i filtri artigianali, gli occhiali da saldatore o l'uso di fotocamere e telescopi privi di filtri solari certificati.

Le raccomandazioni sottolineano inoltre l'importanza di prestare particolare attenzione ai bambini, ai ragazzi, agli anziani e alle persone con patologie oculari, categorie più vulnerabili al rischio di danni, e di rivolgersi immediatamente a un oculista qualora, nelle ore o nei giorni successivi all'evento, si manifestassero disturbi visivi anche lievi.

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