Eclissi totale di Sole in Europa il 12 agosto 2026, in Italia sarà visibile solo quella parziale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dopo più di venticinque anni di attesa, il continente europeo si prepara a rivivere uno spettacolo celeste che mancava dall'agosto del 1999: un'eclissi solare totale. L'evento astronomico, in programma per il prossimo 12 agosto, vedrà la Luna sovrapporsi perfettamente al disco solare proiettando un'ombra lunga e stretta sulla superficie terrestre.

Per chi si troverà esattamente lungo la linea di totalità, che attraverserà la penisola iberica e lambirà alcune zone della Groenlandia e dell'Islanda, il Sole scomparirà del tutto per alcuni minuti, regalando l'opportunità di osservare la corona solare, quella parte dell'atmosfera della nostra stella che di solito rimane invisibile a occhio nudo a causa dell'intensa luminosità del disco.

Un evento raro e atteso sull'intero continente

L'ultima volta che un'eclissi totale di Sole fu visibile in gran parte dell'Europa continentale risale al fatidico 1999, quando la fascia di totalità attraversò la Francia, il Belgio, il Lussemburgo, la Germania e l'Austria, in un'occasione che rimase impressa nella memoria collettiva. Dopo quella data, l'Europa ha potuto assistere solo a eclissi anulari o parziali, mentre la totalità si è spostata altrove, in America, Asia o Africa.

La data del 12 agosto 2026 rappresenta quindi un'occasione imperdibile per gli appassionati e per i curiosi, sebbene l'evento si manifesti in modo diverso a seconda della posizione geografica. In Italia, così come in buona parte del Mediterraneo, non sarà possibile assistere all'oscuramento completo del Sole, ma si potrà comunque osservare un'eclissi parziale, con un morso più o meno ampio che la Luna infliggerà al disco solare proprio in prossimità del tramonto.

L'eclissi parziale vista da Giugliano e dal Nord-ovest

Prendendo come riferimento la località di Giugliano in Campania, che offre un buon esempio di ciò che accadrà in gran parte del Sud Italia, l'eclissi del 12 agosto si presenterà con caratteristiche precise. Il fenomeno avrà inizio alle 19:33:56, ora locale, quando la Luna inizierà a sovrapporsi al Sole nel cosiddetto primo contatto. La magnitudine dell'eclissi, ovvero la frazione del diametro solare coperta dal satellite, raggiungerà un valore di 0,4767, il che significa che quasi la metà del diametro della nostra stella risulterà oscurata.

Tuttavia, l'oscuramento della superficie, che è il parametro che misura l'area effettivamente coperta, si attesterà intorno al 36,9%. Il momento di massimo teorico dell'eclissi è calcolato per le 19:58:23, quando l'altezza del Sole sull'orizzonte sarà di appena un grado, una condizione che renderà l'osservazione estremamente suggestiva, ma anche delicata, poiché il Sole si troverà ormai quasi al tramonto.

In altre parole, a Giugliano e in molte località del centro-sud, l'eclissi raggiungerà la sua fase migliore mentre il Sole sta per scomparire dietro la linea dell'orizzonte, e il tramonto interromperà lo spettacolo prima che si verifichi la massima copertura teorica.

Tempeste solari, vento solare e l'importanza scientifica dell'evento

Al di là della spettacolarità del fenomeno, che richiede comunque l'uso di occhiali appositi per essere osservato in sicurezza per tutta la durata della fase parziale, le eclissi totali e parziali offrono un'occasione unica per la ricerca scientifica. Durante l'oscuramento, gli scienziati possono studiare la corona solare con una chiarezza che altrimenti sarebbe possibile solo utilizzando strumenti specifici come i coronografi. La corona, che è la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, è una regione estremamente calda e dinamica, da cui si originano il vento solare e le tempeste solari.

Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche che si propaga in tutto il Sistema solare, mentre le tempeste solari rappresentano eventi più violenti e improvvisi, legati all'attività magnetica della stella.

Questi fenomeni hanno ricadute dirette sul nostro pianeta: se da un lato producono le celebri aurore polari, visibili alle alte latitudini, dall'altro possono causare seri disturbi ai satelliti artificiali, alle reti elettriche, alle comunicazioni radio e ai sistemi di navigazione GPS, oltre a rappresentare un potenziale pericolo per i voli che attraversano le rotte polari e per gli astronauti in attività extraveicolari, compresi quelli che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Un fenomeno celeste che si ripete dopo ventisette anni

Il fatto che l'eclissi del 12 agosto arrivi dopo un'attesa di oltre venticinque anni per l'Europa la rende un evento di particolare rilevanza mediatica e sociale. L'ultima eclissi totale visibile da larga parte del Vecchio Continente, quella del 1999, fu seguita da milioni di persone e rappresentò un momento di aggregazione collettiva, con occhiali da eclissi distribuiti ovunque e punti di osservazione affollati in ogni città.

Quest'anno, invece, la fascia della totalità sarà più ridotta e interesserà in particolare la Spagna, dove il cielo si farà scuro per un paio di minuti nel tardo pomeriggio, mentre in Italia resteremo ai margini del cono d'ombra. Per chi si troverà al Nord-ovest, e in particolare nelle regioni di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, l'eclissi parziale sarà leggermente più marcata rispetto al Sud, ma in ogni caso il Sole sarà già basso all'orizzonte, quasi a toccare le montagne o il mare.

Si tratterà, insomma, di uno spettacolo che avrà il sapore di un crepuscolo anticipato, con il disco solare che si presenterà "morsicato" dalla sagoma scura della Luna, fino a quando entrambi gli astri scompariranno all'orizzonte. Un fenomeno che, nonostante la sua natura parziale sul territorio italiano, non mancherà di catturare l'attenzione di migliaia di persone, pronte a puntare lo sguardo verso il cielo con le dovute precauzioni.

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