Eclissi solare del 12 agosto 2026, la guida completa per osservarla in sicurezza (anche con metodi fai da te)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il conto alla rovescia per uno degli eventi astronomici più attesi dell'anno è ormai agli sgoccioli: mercoledì 12 agosto 2026 il cielo offrirà lo spettacolo di un'eclissi solare, visibile in diverse aree del mondo e, seppur in modalità differente, su tutto il territorio italiano. Un fenomeno che affascina e richiama l'attenzione di milioni di persone, ma che comporta anche rischi non trascurabili per la vista se non affrontato con le dovute precauzioni.
Osservare il Sole, anche durante l'eclissi, senza le adeguate protezioni, può provocare danni gravi e irreversibili alla retina, e il pericolo è amplificato proprio dalla ridotta luminosità dell'astro, che induce l'occhio a fissarlo più a lungo. Non si tratta quindi di un semplice evento da guardare con gli occhi al cielo, ma di un fenomeno che richiede consapevolezza e l'utilizzo di strumenti adeguati per essere vissuto in totale sicurezza, godendo appieno di una rara meraviglia celeste.
Un'eclissi totale e parziale: dove e come si vede in Italia
L'eclissi del 12 agosto 2026 è un evento di portata globale che si manifesterà come totale lungo una fascia precisa che attraversa l'Artico, la Groenlandia, lambisce l'Islanda, per poi solcare la Spagna da nord-ovest a sud-est fino alle Isole Baleari, toccando anche una piccola area del Portogallo. Per l'Italia, tuttavia, il fenomeno si presenterà come un'eclissi parziale, e la sua spettacolarità varierà notevolmente a seconda della posizione geografica, in un gradiente che vede il Nord-Ovest come area privilegiata.
Mentre lungo la fascia di totalità spagnola, per la prima volta dal 1905, il Sole verrà interamente oscurato per alcuni minuti, nel nostro Paese la Luna coprirà una porzione del disco solare che decresce man mano che ci si sposta verso sud: nelle regioni settentrionali, in particolare in Piemonte, Liguria e Lombardia, si sfiorerà il 95% di copertura, mentre al Centro-Sud e sulle Isole la percentuale si attesterà su valori decisamente più contenuti, fino a toccare picchi minimi del 15-20% in Sicilia e Calabria.
Questa differenza sostanziale definisce l'esperienza dell'eclissi per ogni osservatore, poiché assistere a un oscuramento del 95% del diametro solare è un evento di gran lunga più impressionante rispetto alla visione di una semplice falce luminosa, caratterizzando così in maniera radicale lo spettacolo offerto dal cielo.
Quando alzare lo sguardo: orari e città più favorite
L'appuntamento con l'eclissi è fissato per il tardo pomeriggio di mercoledì 12 agosto, con orari che variano leggermente a seconda della località. Il fenomeno prenderà il via in tutta Italia poco dopo le 19:30 e raggiungerà il suo culmine, il momento di massima copertura del Sole da parte della Luna, tra le 20:00 e le 20:20 circa.
Questa coincidenza con le ore del tramonto, se da un lato rende l'evento particolarmente suggestivo per i colori che può assumere il cielo, dall'altro pone una sfida logistica non indifferente: il Sole sarà molto basso sull'orizzonte occidentale, per cui sarà fondamentale scegliere un punto di osservazione con orizzonte libero da ostacoli come montagne, edifici o alberi, che potrebbero altrimenti nascondere la fase finale e più interessante dell'eclissi.
Le città del Nord-Ovest, come Torino e Milano, sono tra le più favorite, con percentuali di copertura che superano il 90%; Ventimiglia, con il suo 95%, rappresenta la località italiana con l'oscuramento più elevato, seguita a ruota da Genova. Roma si attesterà su un 73% di copertura, mentre più si scende verso sud, più i valori calano: Napoli avrà un 47%, Palermo un 36%, Catania e Reggio Calabria un 19%.
Nonostante le differenze, anche dove la percentuale sarà minore, si potrà assistere a un fenomeno evidente, con una luce insolita e il disco solare che apparirà nettamente "morsicato" dall'ombra lunare.
La sicurezza prima di tutto: come proteggere gli occhi e cosa non fare mai
Il principio cardine per osservare l'eclissi è che la protezione degli occhi non è un optional, ma un obbligo categorico in ogni fase del fenomeno, fatta eccezione per il brevissimo momento di totalità che, come abbiamo visto, non sarà visibile dall'Italia.
L'unico metodo sicuro per guardare direttamente il Sole durante le fasi parziali è l'utilizzo di occhiali o visori solari appositamente progettati che rispettano lo standard internazionale di sicurezza ISO 12312-2:2015, i quali devono riportare il marchio CE e la sigla di conformità. È fondamentale che i filtri siano in perfette condizioni, senza graffi o fori, e che gli occhiali vengano indossati prima di alzare lo sguardo verso il Sole, per poi toglierli solo dopo averlo abbassato.
È assolutamente vietato, e pericolosissimo, utilizzare strumenti come telescopi, binocoli o macchine fotografiche con teleobiettivi senza un filtro solare specifico montato davanti all'obiettivo, poiché la concentrazione dei raggi solari da parte dell'ottica può bruciare istantaneamente la retina, rendendo inefficaci anche gli occhiali da eclissi indossati contemporaneamente.
Anche i comuni occhiali da sole, per quanto scuri, non offrono alcuna protezione, così come i vetri affumicati, i cd, le radiografie o i filtri fotografici improvvisati, che non bloccano le radiazioni infrarosse e ultraviolette dannose per l'occhio.
Osservazione indiretta e metodi fai da te per godersi lo spettacolo
Per chi non possiede occhiali certificati, o per chi desidera coinvolgere i bambini in un'attività sicura e didattica, la proiezione indiretta dell'immagine del Sole è il metodo più affidabile e privo di rischi. La tecnica più semplice e conosciuta è quella della camera oscura o proiezione con uno stilo: basta bucare un cartoncino con uno spillo e, posizionandosi con le spalle al Sole, proiettare l'immagine del disco solare attraverso il foro su un foglio di carta bianco o su una superficie chiara posta a circa un metro di distanza.
Non bisogna mai guardare attraverso il foro, ma solo osservare l'immagine proiettata sul piano, che mostrerà in modo nitido le fasi dell'eclissi con la sagoma della Luna che avanza sul Sole. Un altro metodo efficace, ancorché più grezzo, è quello di utilizzare un comune scolapasta o un colino: la luce del Sole che filtra attraverso i numerosi fori creerà sul terreno una moltitudine di piccole immagini del Sole eclissato, offrendo uno spettacolo unico e assolutamente sicuro.
Anche la chioma degli alberi può fungere da proiettore naturale: la luce che passa tra le foglie proietta al suolo innumerevoli piccoli soli a forma di mezzaluna durante le fasi dell'eclissi, trasformando l'ombra di un albero in un affascinante mosaico di immagini del fenomeno. Questi metodi, apparentemente rudimentali, rappresentano una soluzione perfetta per non perdersi lo spettacolo, proteggendo al contempo la propria vista e trasformando l'osservazione in un'esperienza condivisa e creativa, lontana da rischi e danni per la salute.
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