Omicidio di Modena, la compagna confessa dopo il ritrovamento del corpo sulle scale
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Redazione Interno
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L’omicidio di Modena si è concluso con la confessione della compagna dell’uomo trovato morto sulle scale di una palazzina Acer in via Tignale del Garda, nella periferia sud della città. A rinvenire il corpo di Rolando D’Ulizia, 44 anni, è stato il signor Cipriano, che ha raccontato di essere uscito di casa, aver visto il cadavere e il pavimento pieno di sangue, quindi di aver chiamato i carabinieri. La vittima sarebbe stata uccisa da Giorgia De Martino, 43 anni, che viveva nello stesso edificio e che, dopo un lungo interrogatorio, ha confessato ai militari di essere responsabile della morte del compagno.
L’arresto dopo la confessione e le indagini dei carabinieri
La donna è stata arrestata dai carabinieri di Modena con l’accusa di omicidio volontario dopo essere stata la prima persona interrogata in questura in seguito al ritrovamento del cadavere. Secondo quanto emerso, il delitto sarebbe avvenuto sulle scale del condominio di via Tignale del Garda, dove è stata trovata senza vita la vittima. Gli investigatori avrebbero ricostruito la dinamica contestando a Giorgia De Martino l’utilizzo di una lama di 19 centimetri, successivamente ritrovata in un cestino poco distante dal luogo dell’aggressione.
La confessione è arrivata dopo diverse ore di interrogatorio, durante le quali la donna è stata ascoltata dai carabinieri per ricostruire quanto accaduto nella palazzina Acer. Il caso ha attirato l’attenzione anche per il contesto in cui è maturata la vicenda, con il ritrovamento del corpo all’interno di un complesso di case popolari già noto per episodi di cronaca cittadina. Le indagini hanno portato quindi all’arresto della compagna della vittima, indicata dagli inquirenti come autrice dell’omicidio.
Il rapporto tra la vittima e la compagna raccontato dai colleghi
Rolando “Dino” D’Ulizia lavorava per la Cooperativa sociale Onyvà, dove si occupava di sfalci e manutenzione del verde, ma da alcune settimane non si presentava più al lavoro. I colleghi hanno raccontato che l’uomo parlava spesso della relazione con Giorgia De Martino e riferiva di essere stanco della situazione. Secondo le testimonianze raccolte, avrebbe detto che la compagna lo trattava male e che i soldi non bastavano mai, elementi che sono stati riferiti da chi lo conosceva nel contesto lavorativo.
Il dolore dei colleghi si è aggiunto al racconto delle persone che conoscevano la coppia nella zona. Giorgia De Martino viene descritta da alcuni residenti come una persona con una vita difficile, segnata da precedenti per furto, problemi legati alla droga e una condizione di solitudine. Chi la conosceva ha ricordato anche il legame con il suo cane, descritto come un animale che amava molto e con cui viveva nella palazzina di via Tignale del Garda.
Il ritrovamento del corpo nella palazzina di via Tignale del Garda
La mattina successiva al delitto, alcune persone hanno riferito di aver visto Giorgia De Martino fare la spesa al market della zona, mentre gli investigatori erano già impegnati nella ricostruzione degli eventi. Il ritrovamento del corpo di Rolando D’Ulizia sulle scale del condominio ha fatto partire gli accertamenti dei carabinieri, che hanno concentrato l’attenzione sulle persone vicine alla vittima e sui rapporti all’interno dell’abitazione.
La vicenda ruota quindi attorno alla morte del 44enne trovato senza vita nel complesso Acer di Modena e alla successiva confessione della compagna, accusata di averlo colpito con una coltellata. Le testimonianze dei residenti e dei colleghi hanno fornito elementi sul rapporto tra i due e sulla situazione personale vissuta dalla coppia prima dell’omicidio.




