Proteste a Kiev dopo la destituzione del ministro della Difesa Fedorov
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Redazione Esteri
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Un'ondata di proteste si è abbattuta su Kiev e in diverse altre città ucraine dopo l'annuncio delle dimissioni del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, avvenuto nell'ambito del vasto rimpasto di governo voluto dal presidente Volodymyr Zelensky. Giovedì mattina, centinaia di manifestanti si sono radunati in piazza Franko, nei pressi dell'ufficio presidenziale, per esprimere il proprio dissenso contro l'allontanamento di quello che molti considerano un funzionario efficace e un simbolo dell'innovazione tecnologica del Paese, secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda.
La destituzione di Fedorov, che aveva ricoperto l'incarico per soli sei mesi, segue di poche ore le dimissioni della premier Yulia Svyrydenko e si inserisce in una riorganizzazione più ampia dell'esecutivo, con il parlamento che si appresta a votare la nuova compagine governativa. Il malcontento popolare, alimentato dai social network dove sono comparsi appelli alla mobilitazione, ha portato i cittadini a sfilare con cartelli che recitano slogan come "Fedorov è il ministro della Difesa", "Perché?" e "Non toccate ciò che funziona".
Le ragioni di un rimpasto contestato
Il presidente Zelensky non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla decisione, limitandosi a ribadire la necessità di un apparato militare "unito" e che sia "sulla stessa lunghezza d'onda". Tuttavia, fonti vicine al partito di governo "Servitore del Popolo" hanno rivelato all'Ukrainska Pravda che alla base dell'allontanamento di Fedorov vi sarebbero attriti insanabili con il comandante in capo delle Forze armate ucraine, il generale Oleksandr Syrskyi.
Secondo queste ricostruzioni, il conflitto tra il ministro, giovane manager innovativo proveniente dal mondo delle startup, e il generale, rappresentante di una tradizione militare più classica, sarebbe emerso in particolare sulle proposte di riforma del ministero e sulla visione strategica del conflitto. Durante un incontro con i parlamentari del suo partito, Zelensky avrebbe affermato che "idealmente entrambi dovrebbero essere destituiti", ma che per il momento non poteva permettersi di rimuovere anche il capo di Stato Maggiore.
Il bilancio di un ministro tecnologico
Mykhailo Fedorov, 35 anni, ha confermato le sue dimissioni mercoledì sera con un lungo messaggio su Telegram, nel quale ha tracciato un bilancio della sua breve ma intensa gestione, elencando quelli che considera i principali successi e i fallimenti del suo mandato.
Tra i successi, il ministro ha citato il blocco dei sistemi Starlink per le forze russe, l'intensificazione della campagna contro la logistica russa in Crimea occupata e un significativo incremento nell'acquisto di droni, definendo la riforma militare intrapresa come "impopolare ma estremamente importante".
A Fedorov viene riconosciuto il merito di aver sviluppato i mezzi che hanno portato le forze di Kiev a un vantaggio tattico contro la Russia, grazie alla sua precedente esperienza come ministro della Trasformazione digitale, ruolo in cui aveva guidato l'innovazione tecnologica del Paese e la digitalizzazione dei servizi pubblici.
Tuttavia, lo stesso Fedorov ha ammesso di non essere riuscito a completare la trasformazione organizzativa del ministero secondo gli standard della NATO e di non aver portato a termine la riforma del sistema di acquisizioni militari, affermando che sarebbe stato necessario essere "ancora più decisi nel licenziare chi frenava i cambiamenti".
La mobilitazione dell'opinione pubblica
La notizia della sua destituzione ha scatenato un'ondata di critiche e indignazione nell'opinione pubblica ucraina, con analisti militari e personalità politiche che hanno espresso il loro sostegno a Fedorov attraverso i social media, dove è diventato virale l'hashtag "#SupportFedorov". La protesta, che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone solo a Kiev, si è estesa anche ad altre città come Dnipro, Leopoli, Odessa e Vinnytsia, dove i manifestanti hanno esposto cartelli di cartone con messaggi di sostegno al ministro dimissionario.
I cittadini, che scandivano "Vergogna!" e "Fedorov è il ministro della Difesa", hanno espresso la loro contrarietà ai continui rimpasti di governo e alla sostituzione di ministri ritenuti efficaci con figure considerate più vicine al presidente. La scelta di Fedorov, che secondo un sondaggio dell'Istituto di sociologia di Kiev godeva della fiducia del 50% degli ucraini, è stata percepita da molti come un tentativo di marginalizzare una figura capace e innovativa in un momento cruciale per la difesa del Paese.




