Sparizione di Federica Torzullo, il procuratore: "Tracce di sangue ovunque, il marito ha fornito una versione contraddittoria"
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Redazione Interno
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La scomparsa di Federica Torzullo, l'impiegata postale di Anguillara Sabazia di cui si sono perse le tracce l'8 gennaio, si è tramutata in un'indagine per omicidio che poggia su un consistente quadro di riscontri materiali. Dalle perlustrazioni condotte dai carabinieri, coadiuvati dal RIS di Roma, è emersa una pletora di tracce ematiche che, dislocate in svariati luoghi, delineano una geografia inquietante. La Procura di Civitavecchia, nella persona del procuratore Alberto Liguori, ha fatto sapere che gli elementi raccolti nei confronti del coniuge, Claudio Agostino Carlomagno, hanno ormai "varcato la soglia della gravità indiziaria", conducendo all'iscrizione dello stesso nel registro degli indagati per il reato di omicidio volontario.
La mappa delle evidenze rinvenute
Le indagini, coordinate dal nucleo di Anguillara Sabazia e da quello investigativo di Ostia, hanno infatti portato al rinvenimento di macchie di sangue, verosimilmente riconducibili alla donna, in numerosi e distinti contesti. Al di là dell'abitazione condivisa dalla coppia, i militari ne hanno rintracciate alcune sugli indumenti da lavoro del marito, il quale fornisce – secondo quanto sottolineato dagli inquirenti – una narrazione dei fatti piena di incongruenze. Altri punti critici sono risultati l'autovettura dello stesso uomo, il mezzo meccanico in uso presso l'azienda di famiglia e persino una cava, circostanza che amplia ulteriormente il raggio d'azione delle ricerche e degli accertamenti.
L'attesa per le analisi di conferma
Mentre il lavoro investigativo procede per ricostruire la dinamica e le tempistiche esatte dei fatti, gli esami di laboratorio si concentrano ora sulla conferma definitiva dell'origine di quelle tracce. Le analisi genetiche, in particolare, saranno decisive per appurare con certezza se il sangue appartenga effettivamente a Federica Torzullo, fornendo così un tassello probatorio solido a un quadro che già appare, per ammissione della stessa magistratura, gravemente compromettente per la posizione dell'unico indagato. La scena, del resto, parla da sé attraverso quegli indizi materiali che, sparsi ovunque, sembrano raccontare una storia ben diversa dalle parole finora ascoltate.
Il silenzio e le ricerche continuano
Nel frattempo, il destino della 41enne resta avvolto nel mistero più assoluto, mentre le forze dell'ordine non interrompono le attività di ricerca sul territorio. La vicenda, che scuote da settimane la zona a nord di Roma, ha trovato una svolta decisiva nelle operazioni di polizia giudiziaria, le quali – partite dalla constatazione di una sparizione insolitamente prolungata – hanno progressivamente fatto emergere elementi tali da far propendere per l'ipotesi più drammatica. Le indagini proseguono ora su un doppio binario, tra l'analisi scientifica delle evidenze e la ricostruzione minuziosa degli ultimi movimenti della donna e del coniuge.




