La controversia sull'aborto in Italia raggiunge Bruxelles
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Redazione Interno
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Il dibattito sull'aborto in Italia ha recentemente raggiunto un nuovo livello di intensità. Un ordine del giorno sulla legge 194 alla Camera ha causato tensioni all'interno del centrodestra, con 15 deputati di maggioranza che si sono rifiutati di votare contro. Tra questi, 14 appartengono al gruppo Lega e uno è Andrea Giaccone.
Il punto di vista di Giaccone
Andrea Giaccone ha espresso la sua posizione affermando che le donne devono avere libertà di scelta e che lo Stato deve intervenire quando ci sono situazioni di oggettivo disagio, come ad esempio quello di carattere economico.
La posizione della Commissione europea
La Commissione europea ha espresso preoccupazione per la norma inserita per iniziativa di FdI nel decreto appena approvato dalla Camera. La portavoce della Commissione europea ha dichiarato che le misure sull’aborto non hanno nessun legame con il Pnrr. Queste parole hanno alimentato la polemica anche all'interno dei confini nazionali.
Le reazioni delle opposizioni
Le opposizioni hanno criticato l'uso politico dei fondi europei da parte del governo. Riccardo Magi di +Europa sostiene che anche l'Unione europea riconosce questo uso improprio.
La polemica raggiunge Bruxelles
La Commissione europea ha preso le distanze dall’emendamento inserito nel decreto Pnrr che apre le porte dei consultori alle associazioni pro vita. La portavoce della Commissione europea, Veerle Nuyts, ha dichiarato che la misura non ha niente a che vedere con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo ha spostato lo scontro sul piano europeo, alimentando ulteriormente la polemica.




