Papa Leone e quelle Nike vintage: lo scatto virale (del 2008) che racconta un pontefice lontano dai riflettori
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se c’è una cosa che i social network sanno fare meglio di qualsiasi altra istituzione, è quella di estrarre un dettaglio marginale da un contesto sacro per trasformarlo in un fenomeno globale. Nelle ultime ore, a rubare la scena al primo anniversario del pontificato di Leone XIV non è stata una delle sue encicliche o una delle sue apparizioni pubbliche, bensì un paio di sneakers. Il trailer del documentario “Leone a Roma”, prodotto dai media vaticani per celebrare il primo anno dall’elezione del 267° successore di Pietro, ha regalato un fotogramma che sta facendo il giro del web, mostrando l’allora semplice religioso – e non il Sommo Pontefice – camminare sull’erba con un paio di Nike bianche sotto la tonaca.
L’immagine, a differenza di molti altri falsi che hanno colpito in passato la Chiesa (come quelle del pontefice precedente alle prese con un piumino bianco), non è frutto di un’intelligenza artificiale né di un fotomontaggio, bensì un fermo immagine autentico tratto da un filmato d’archivio. Per comprendere l’anomalia, è necessario a questo punto fare un salto indietro nel tempo e contestualizzare lo scatto: stiamo parlando dell’anno 2008, precisamente durante la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Sydney, in Australia. All’epoca, Robert Prevost – questo il nome del papa prima dell’elezione – non era certo il Capo della Chiesa Cattolica, ma ricopriva l’incarico di priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, un ruolo che lo portava frequentemente a viaggiare attraverso i continenti e a condurre uno stile di vita decisamente più informale rispetto a quello attuale.
Il modello “Franchise Low” e la passione dimenticata per il tennis
Neppure il più attento degli osservatori avrebbe potuto notare il particolare logo della famosa azienda di scarpe sportive durante le tradizionali udienze generali, eppure è proprio quel dettaglio apparentemente banale a fare la differenza nella narrazione di questi giorni. Sotto la veste talare, calza un paio di Nike Franchise Low Plus, un modello che l’azienda di Beaverton lanciò originariamente tra gli anni Settanta e Ottanta, per poi riproporlo brevemente nel 2008. Si tratta, in altre parole, di scarpe ormai fuori produzione e difficilmente reperibili nei normali circuiti commerciali, un elemento che ha subito acceso la curiosità degli appassionati del settore e dei collezionisti del settore, i quali hanno analizzato persino la rottura specifica dell’intersuola per giungere a questa identificazione.
Che un papa potesse indossare un abbigliamento così marcatamente “laico” è parso a molti un contrasto stridente con le rigide regole della formalità ecclesiastica, ma la spiegazione – va detto – affonda le radici in una nota passione del pontefice statunitense. Leone XIV è infatti un grande appassionato di tennis (a suo tempo ricevette anche il campione Jannik Sinner in Vaticano), e quel modello specifico appartiene alla tradizione delle calzature dette “da campo”, ideali per chi, come lui, ama concedersi un po’ di sana attività fisica lontano dai riflettori.
Un docufilm che svela il lato umano del “Prevost romano”
L’occasione per la riemersione di queste immagini è offerta dal documentario “Leone a Roma”, il terzo di una serie dedicata al pontefice dopo “León de Perú” e “Leo from Chicago”, voluto proprio per mostrare il volto meno istituzionale del Papa. L’opera, edita da Vatican News, raccoglie i ricordi di chi lo ha conosciuto all’epoca del suo primo arrivo nella Città Eterna: stiamo parlando di un giovane diacono agostiniano giunto nel lontano 1981 dalla natia Chicago, degli anni passati tra le mura del Collegio Internazionale Santa Monica, delle gite tra gli studenti e delle visite ai santuari a lui cari, come la basilica di Pavia (dove è custodito il di Sant’Agostino) e quello della Madre del Buon Consiglio di Genazzano.
Questo scatto, sebbene virale, non rappresenta dunque una novità in termini di stile personale del Santo Padre, bensì una testimonianza di un’epoca in cui era semplicemente “padre Prevost”, lontano anni luce dal conclave che lo ha eletto. Per la precisione, la foto risale a diciassette anni fa, quando l’attuale Pontefice partecipò a Sydney a quell’evento giovanile voluto da Benedetto XVI, indossando abiti comodi per affrontare le lunghe camminate e i viaggi pastorali che lo portarono anche a Cuba e in altre missioni internazionali.
Una virale contagiosa ma rispettosa della tradizione
A rendere ancora più affascinante questa scoperta, va aggiunto il fatto che il Vaticano non ha mai realmente pubblicizzato quelle scarpe come un tentativo di modernizzare l’abbigliamento clericale; si è trattato, piuttosto, di una sorta di “dettaglio invisibile” emerso per caso durante il montaggio del trailer promozionale. In un’epoca in cui l’attenzione dei media è spesso catalizzata da scandali o polemiche, la risata bonaria e la curiosità suscitata da questo retaggio sportivo del papa americano hanno generato un’ondata di simpatia trasversale. Se molti sui social hanno ironizzato definendolo “il primo pontefice con stile da strada”, nessuno ha messo in discussione la sobrietà del personaggio, anzi: l’immagine contribuisce a restituirne un ritratto più umano e autentico. Con un paio di sneakers ai piedi – seppur vintage – il vescovo di Roma ha dimostrato, suo malgrado, che la santità può convivere tranquillamente con un pizzico di sana, terrena, normalità. Il che, in fondo, non guasta mai.




