Trump ammette: "Credevo che la pace in Ucraina fosse più facile"
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Redazione Esteri
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Mentre il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ammette di aver sottovalutato la complessità di un accordo di pace tra Russia e Ucraina, affermando di aver creduto che trovare un’intesa “fosse più facile”, dal fronte diplomatico giungono dichiarazioni che delineano posizioni ancora distanti. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha ribadito attraverso l’agenzia Tass la disponibilità del Cremlino a negoziati “in qualsiasi formato”, pur ponendo una condizione preliminare non negoziabile: qualsiasi vertice, ha dichiarato, “deve essere preparato con la massima attenzione” per evitare un peggioramento della situazione e condurre a un reale cessate il fuoco.
Dichiarazioni che sembrano trovare un parziale, seppur cauto, riscontro nelle parole di Andriy Yermak, capo della cancelleria presidenziale ucraina e stretto consigliere di Volodymyr Zelensky. Yermak, reduce dall’incontro di Trump con i leader europei a Washington, ha espresso un insolito ottimismo, definendosi “soddisfatto” e ipotizzando un “nuovo realismo” in Vladimir Putin. “Meglio battere il ferro finché è caldo”, ha aggiunto, auspicando un confronto diretto per discutere anche della questione dei territori, sebbene molti osservatori nutrano forti dubbi sulla concretezza di un simile summit.
Intanto, il senatore americano J.D. Vance, la cui voce è ascoltata con attenzione dalla nuova amministrazione, ha espresso una valutazione cruda sulla posta in gioco, sostenendo che l’obiettivo primario della Russia sia il mantenimento dei territori ucraini già occupati. Una visione che sembra trovare un’eco, seppur rovesciata, nelle parole di Vladimir Saldo, il governatore filo-russo della regione di Kherson, annessa dalla Federazione. Saldo, infatti, ha descritto un futuro in cui la Russia, “sempre generosa”, sarà in grado di migliorare le relazioni con un’Ucraina alla quale è “indissolubilmente legata”, escludendo di fatto una mediazione significativa da parte di “stati stranieri lontani”.




