Sabato 13 giugno, 18 ore di stop: lo sciopero EasyJet e le proteste locali mettono in ginocchio il trasporto aereo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Una mobilitazione, quella proclamata per l’intera giornata di sabato 13 giugno, che si preannuncia come un vero e proprio collasso per il traffico aereo italiano, sebbene non sia generalizzata a tutti i vettori.
L’epicentro della protesta, della durata di diciotto ore consecutive (dalle 6:00 alle 24:00), è rappresentato dai lavoratori di EasyJet, dove piloti e assistenti di volo incroceranno le braccia su tutto il territorio nazionale; a loro si aggiunge il personale navigante rappresentato da USB Lavoro Privato, in una mobilitazione che le sigle sindacali – Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta – definiscono come un atto dovuto dopo mesi di trattative andate a vuoto.
Non si tratta, come sottolineato dalla Uiltrasporti per evitare fraintendimenti con i viaggiatori, di un’azione ostile verso l’utenza, bensì di "uno sciopero per il nostro lavoro, per il nostro contratto, per il nostro futuro", parole che riecheggiano la frustrazione per uno stallo che perdura da troppo tempo.
Le ragioni della piazza e il precedente delle trattative fallite
Ciò che alimenta la protesta, e che ne spiega la durezza di un fermo di diciotto ore, è il mancato rinnovo del contratto collettivo del personale di volo della compagnia low cost, scaduto ormai da settembre del 2025.
I sindacati denunciano il deterioramento delle relazioni industriali con l’azienda, parlando esplicitamente di "procedure di raffreddamento bruciate" – quelle quattro fasi obbligatorie che avrebbero dovuto prevenire l’astensione dal lavoro – e ricordando come questo sia il quarto sciopero proclamato dopo quelli del 31 gennaio, 26 febbraio e 11 maggio, tutti rimasti senza esito.
Al centro delle richieste, oltre al rinnovo del contratto base, vi è la necessità di allineare le condizioni economiche dei lavoratori italiani a quelle dei colleghi impiegati nelle altre basi europee del gruppo, una disparità che, in un contesto di aumento del costo della vita e di responsabilità operative crescenti, è diventata per loro oggettivamente insostenibile.
Disagi locali a Linate, Verona e Cagliari
A complicare ulteriormente la situazione, sabato 13 giugno, non sarà solo lo stop di EasyJet; diversi scali strategici saranno infatti paralizzati da agitazioni autonome che rischiano di creare un effetto a catena su tutti i vettori.
A Milano Linate, ad esempio, il personale di Sky Services operante nel piazzale Ovest si fermerà per quattro ore, dalle 12:00 alle 16:00, mentre la situazione si preannuncia più critica all’aeroporto di Verona, dove il personale Enav addetto al controllo del traffico aereo (proclamato da Fast Confsal Av Unica e Uiltrasporti) osserverà l’intera giornata di astensione, dalle 6:00 alla mezzanotte.
Non va dimenticato, infine, lo scalo sardo di Cagliari: anche lì i lavoratori della società di gestione Sogaer lasceranno i propri posti per diciotto ore, rendendo di fatto problematiche non solo le operazioni di volo, ma anche i servizi di assistenza a terra, dagli imbarchi alla gestione dei bagagli.
Fasce di garanzia e tutele per i passeggeri
Nonostante la durezza della protesta, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ha provveduto a diramare le consuete liste sui servizi minimi, imposti per legge per tutelare la mobilità dei cittadini durante gli scioperi. Le fasce orarie di garanzia, all’interno delle quali i voli devono comunque decollare regolarmente, sono state fissate nella mattina (dalle 7:00 alle 10:00) e nella sera (dalle 18:00 alle 21:00).
Inoltre, per rispettare il principio della continuità territoriale, la normativa garantisce espressamente i voli di collegamento con le isole che abbiano una frequenza giornaliera unica; nello specifico, saranno assicurati i collegamenti sulle rotte Malpensa-Lampedusa, Napoli-Palermo e Napoli-Olbia.
L’Enac ricorda infine che, pur in presenza dello sciopero, viene garantito l’arrivo a destinazione di tutti i voli nazionali in corso al momento dell’inizio dell’agitazione, nonché il regolare svolgimento dei voli internazionali il cui orario di arrivo sia stimato entro mezz’ora dall’inizio dello stop.




