Nina, il silenzio del pallone e il lutto che ferma il Modena: la promessa del padre “La onoreremo tutti i giorni”
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Redazione Sport
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La domenica che avrebbe dovuto risuonare del tifo e del calcio giocato si è invece trasformata in un giorno di raccoglimento assoluto per la società gialloblù, costretta a fare i conti con una perdita che travalica i confini del rettangolo verde. È il lutto a parlare, quello che colpisce la famiglia Rivetti, il cui nome è da anni sinonimo di una proprietà solida nel panorama del calcio italiano e, oltre a questo, di un’industria tessile d’eccellenza riconosciuta a livello globale. La notizia, diffusa dal club attraverso una nota ufficiale che non lasciava spazio a fraintendimenti, ha rivelato la drammaticità degli eventi: Nina, dieci anni, figlia del vicepresidente Silvio e nipote del presidente Carlo (quest’ultimo figura apicale anche nell’universo di Stone Island), si è spenta al termine di una lunga battaglia contro una malattia che l’accompagnava da tempo.
L’abbraccio senza parole della città e il gesto silenzioso della società
Nel momento in cui la comunicazione ufficiale è stata rilasciata, l’intera struttura del Modena Football Club ha fermato i propri ingranaggi. “Con il cuore spezzato”, recita il passaggio più toccante del comunicato, con cui la dirigenza ha voluto condividere con i tifosi il “gravissimo lutto” che ha travolto la proprietà e, di conseguenza, l’anima stessa del club. A dare concretezza a un dolore che non ammette deroghe, la decisione di annullare tutti gli impegni pubblici previsti nell’arco della settimana, compresa la chiusura del Modena Store nella giornata di martedì, un atto simbolico che ha sospeso la quotidianità del calcio per lasciare spazio esclusivamente al ricordo. Al di fuori dello Stadio Braglia, come a voler erigere un muro di silenzio a difesa di quella sofferenza privata, la Curva Montagnani ha esposto uno striscione che, nella sua semplicità, ha raccolto il sentimento collettivo: “Riposa in pace piccola Nina”, hanno voluto scrivere gli ultras, dimostrando in un momento terribile una vicinanza che andava oltre le logiche di campo e di classifica.
Milano accoglie l’ultimo saluto tra la folla silenziosa e la promessa di Silvio
A Milano, dove la famiglia risiede, la comunità si è stretta attorno ai genitori, Eva e Silvio, e alle sorelline Sveva e Luce. Davanti alla Basilica di San Simpliciano, una folla silenziosa ha atteso l’arrivo del feretro della piccola, testimoniando con la propria presenza il cordoglio per una vita spezzata troppo presto. In un momento in cui le parole sembravano inadeguate a contenere l’immensità del vuoto lasciato, è stato proprio il padre Silvio a trovare la forza per esprimere un sentimento che definisce l’atteggiamento della famiglia nei confronti di questa perdita incommensurabile. L’impegno preso, quello di onorare la bambina “tutti i giorni”, si traduce già in gesti concreti: progetti destinati a portare avanti la sua memoria e un coinvolgimento diretto che ha visto già stanziamenti significativi per iniziative benefiche, un modo per trasformare il dolore in azione senza lasciare che il ricordo si affievolisca nel tempo.
La scomparsa di Nina, avvenuta dopo un lungo calvario che la famiglia ha affrontato con riserbo, riporta l’attenzione su quanto la vita privata di chi gestisce le sorti di un club possa intrecciarsi in modo drammatico con la dimensione pubblica dello sport. La decisione di Carlo Rivetti, storico patron, e di suo figlio Silvio di condividere pubblicamente il lutto attraverso i canali ufficiali del Modena ha trasformato il cordoglio in un collante per l’intera piazza, cancellando per un attimo le gerarchie tra società e tifosi per lasciare spazio a una partecipazione corale, rispettosa e profondamente umana.




