Modena Calcio sotto choc: l’addio a Nina, la piccola di dieci anni che aveva conquistato il cuore dei canarini
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Redazione Sport
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Un velo di silenzio e un dolore sordo avvolgono il Braglia, in questi giorni in cui il calcio, quello vero, fatto di passione e condivisione, si scopre improvvisamente impotente di fronte a una perdita che nessuna vittoria potrebbe mai riscattare. A sconvolgere l’ambiente del Modena Fc, e non solo, è stata la notizia della scomparsa della piccola Nina, una bambina di soli dieci anni che, come ha rivelato la società in una nota ufficiale dal tono straziante, ha perso la sua battaglia contro una malattia che la costringeva a combattere ormai da tempo. Il cuore della famiglia Rivetti, così profondamente legata alle sorti del club gialloblù, si è fermato per un istante che sembra non voler riprendere il suo corso: Nina era infatti figlia di Silvio, il vicepresidente, e adorata nipote di Carlo Rivetti, il presidente e noto fondatore di Stone Island, un uomo che ha costruito un impero ma che oggi si trova a fare i conti con la fragilità più estrema.
A dare la notizia, con le parole che inevitabilmente traducono un senso di impotenza, è stato proprio il Modena Fc, spiegando che la bambina se n’è andata lasciando “un vuoto incolmabile” tra le mura domestiche e, di riflesso, in tutto l’ambiente che gravita attorno alla squadra. Nel comunicato, la società ha voluto ricordare non solo il legame di parentela con il vertice dirigenziale — sottolineando il ruolo di Silvio Rivetti e il rapporto con mamma Eva — ma anche la presenza delle sorelline Sveva e Luce, a testimonianza di un nucleo familiare affiatato che ora si trova a dover affrontare una perdita innaturale. L’eco di questo dramma, amplificata dal cordoglio spontaneo di tifoserie e società rivali, ha subito travalicato i confini della città emiliana, trasformando un momento di lutto privato in una ferita collettiva.
Il silenzio del club e le parole del padre: “Onoreremo Nina ogni giorno”
Di fronte a una tragedia che non lascia spazio ai convenevoli o ai rituali abituali del calcio, il Modena ha scelto la strada del rispetto più assoluto, annullando tutti gli impegni pubblici che avrebbero dovuto scandire la settimana che porta alla trasferta di Pasquetta. Una decisione, questa, che riflette lo stato d’animo di una dirigenza colpita al cuore, tanto che il Modena Store resterà chiuso in segno di lutto nella giornata di martedì 31 marzo. In questo clima di raccoglimento, è stato Silvio Rivetti in persona a rompere il silenzio, non per raccontare il dolore, ma per restituire idealmente l’affetto ricevuto. Attraverso i canali social della società, il vicepresidente ha voluto ringraziare l’ambiente canarino e più in generale tutto il mondo del calcio per i “momenti di spensieratezza, unione, condivisione e grande passione” regalati in un periodo che, pur nella sofferenza, ha trovato nel calcio un rifugio.
Le sue parole, intrise di una gratitudine che lascia trasparire il peso di un macigno, promettono un ricordo eterno: “Onoreremo la nostra speciale Nina tutti i giorni della nostra vita, con il cuore pesante ma pieno di amore infinito”. Un messaggio che mette in luce un aspetto spesso dimenticato del calcio moderno, quello cioè della comunità che si stringe attorno ai propri rappresentanti quando il campo e le classifiche diventano improvvisamente secondari. In molti, tra addetti ai lavori e semplici tifosi, hanno raccolto quell’appello, riempiendo i canali ufficiali di messaggi di vicinanza che hanno trasformato il lutto in un abbraccio collettivo, nel tentativo di alleggerire, per quanto possibile, il carico di sofferenza che grava sulla famiglia Rivetti.
Messaggi di cordoglio e il vuoto lasciato dalla piccola Nina
Se il calcio è spesso terreno di rivalità accese, l’addio di una bambina di dieci anni ha dimostrato come esistano confini invalicabili oltre i quali ogni campanilismo cade. Il messaggio di cordoglio è arrivato trasversale, da club di Serie A come l’Inter, che ha espresso il proprio profondo cordoglio stringendosi attorno al Modena e alla famiglia, fino a realtà vicine come il Sassuolo e il Como, senza dimenticare le società di Serie B che condividono con i canarini il percorso del campionato. Tutti hanno usato le stesse parole, quelle di circostanza ma anche di sincera partecipazione, per provare a riempire un vuoto che si è aperto in modo improvviso e ingiusto.
La decisione di annullare gli eventi programmati, inclusi eventuali incontri con la stampa o iniziative promozionali, sottolinea come, in questo preciso istante, la dimensione umana prevalga in modo assoluto su quella sportiva. La società gialloblù, che da anni porta avanti progetti di inclusione e valorizzazione del territorio, si è chiusa in un silenzio carico di significato, lasciando che fossero le parole di Silvio Rivetti e il comunicato ufficiale a fare da unico filtro con l’esterno. Per tutti, la piccola Nina resta un ricordo di quella leggerezza che solo i bambini sanno portare in uno stadio, una presenza silenziosa ma vitale che ora mancherà, lasciando dietro di sé il rammarico per una vita spezzata troppo presto ma anche la promessa di un amore che il tempo non potrà scalfire.




