Alluvione in Spagna, tra polemiche e tragedie
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Redazione Esteri
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A quasi una settimana dall'alluvione che ha colpito Valencia, la situazione rimane drammatica e complessa. La tempesta, denominata Dana dai meteorologi spagnoli, ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione e morte, con le autorità locali e nazionali che si trovano ora al centro di aspre critiche. Le immagini delle folle indignate che lanciano fango contro le istituzioni spagnole – Stato, monarchia e autonomie locali – hanno fatto il giro del mondo, evidenziando un clima di tensione e sfiducia.
La Generalitat della Catalogna, memore delle polemiche sorte in seguito alla tardiva allerta della settimana precedente, ha questa volta agito con maggiore tempestività. L'avviso di piogge torrenziali è stato diramato con largo anticipo, permettendo alla popolazione di prepararsi e, fortunatamente, evitando ulteriori vittime. Tuttavia, la situazione a Valencia rimane critica, con un allarme sanitario in corso a causa delle acque stagnanti e dei detriti che continuano a emergere.
Ad Aldaia, un sobborgo di Valencia, i subacquei sono impegnati nelle operazioni di recupero all'interno del parcheggio sotterraneo del Centro Bonaire, dove l'acqua ha raggiunto livelli preoccupanti. Le pompe stanno lavorando incessantemente per drenare la fanghiglia liquida, ma la situazione è ancora lontana dall'essere risolta. Un poliziotto, a bordo di un gommone, ha ritrovato una scarpa bianca da ginnastica, un segno inquietante della violenza con cui la tempesta ha colpito la zona.
Nel frattempo, la politica spagnola non sta dando il meglio di sé. Le polemiche tra i vari livelli di governo si sono intensificate, con accuse reciproche di inefficienza e mancanza di coordinamento.




